L’anniversario della morte di George Floyd è il 25 maggio, e la sua storia ha fatto il giro del mondo. Ecco cosa è successo all’uomo simbolo della battaglia contro le violenze della polizia sugli afroamericani negli Stati Uniti.

La morte di Floyd ha incendiato il tessuto sociale americano con una lunga scia di proteste e manifestazioni in tutti gli Stati Uniti contro le violenze, gli abusi e le discriminazioni nei confronti della popolazione di colore. 4 gli agenti di polizia licenziati perché coinvolti nel suo arresto, sfociato nel drammatico epilogo ripreso in un video che ha fatto il giro del mondo, e uno di loro, Derek Chauvin, primo processato per l’omicidio. La storia di una morte atroce sotto gli occhi di milioni di persone.

Chi era George Floyd, quando è nato e quanti anni aveva?

Nato sotto il segno della Bilancia a Fayetteville (Carolina del Nord) il 14 ottobre 1973, George Floyd viveva a Minneapolis (Minnesota) con la compagna, Courtney Ross. Il suo nome completo è George Perry Floyd Jr., 46 anni al momento della morte, addetto alla sicurezza in un locale della sua città chiuso a causa dell’emergenza Covid.

Afroamericano, cresciuto in una famiglia con altri 4 fratelli e padre di 5 figli – di cui una, Gianna Floyd, rimasta orfana del padre a soli 6 anni – era separato e da qualche anno aveva iniziato una nuova vita con la fidanzata. Una storia finita in modo terribile con l’omicidio che lo ha visto morire davanti al freddo occhio di una telecamera il 25 maggio 2020.

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Murales George Floyd
Murales George Floyd

I can’t breathe“, “Non posso respirare“, è una delle frasi pronunciate da Floyd e impresse nelle sequenze riprese da un passante, l’ultimo atto di disperazione tradotto, dopo la sua morte, in un urlo di protesta e di denuncia mondiale contro le discriminazioni razziali.

Che cosa è successo a George Floyd e come è stato ucciso?

Secondo le cronache consegnate al mondo dopo la sua morte, Floyd è stato arrestato dalla polizia e 17 minuti dopo ne sarebbe stato dichiarato il decesso. In un video diffuso in seguito, diventato un caso su scala internazionale, gli 8 minuti e 46 secondi in cui l’agente di polizia Derek Chauvin, poi accusato e processato per l’omicidio del 46enne, preme il suo ginocchio sul collo di George Floyd davanti agli altri agenti intervenuti, fino a che il 46enne, di fatto, perde conoscenza.

Un filmato dal sapore atroce che ha scatenato una vera e propria ondata di proteste e indignazione prima a Minneapolis, poi tutti gli Stati Uniti, spinta dal movimento Black Lives Matter. Diversi testimoni oculari avrebbero chiesto alla polizia di fermarsi davanti alla sofferenza di George Floyd, ma invano: “Mamma ti voglio bene. Dite ai miei figli che li amo, sono morto“, è una delle frasi che l’uomo, con un filo di voce, avrebbe pronunciato prima di smettere di respirare. Un altro filmato shock è stato mostrato dall’accusa in sede di processo a carico di Derek Chauvin, l’agente imputato per l’uccisione di George Floyd, e contiene immagini dell’arresto riprese dalla bodycam di Thomas Lane, uno dei tre colleghi coinvolti nel fatto.

Solo dopo l’intervento dei paramedici Chauvin avrebbe il ginocchio dal suo collo, 9 minuti e 29 secondi dopo averlo immobilizzato e trascinato a terra. Floyd è stato trasportato all’Hennepin County Medical Center, ospedale in cui è stato dichiarato il decesso.

Per cosa è stato fermato Floyd?

L’arresto di George Floyd è datato lunedì 25 maggio 2020, e l’uomo sarebbe stato fermato perché sospettato di avere usato una banconota falsa da 20 dollari per l’acquisto di sigarette. Il 46enne afroamericano è stato ammanettato e bloccato a terra dal poliziotto Chauvin e oggi la storia della sua morte è impressa nell’instant doc di Sky intitolato 8 minuti e 46 secondi: l’assassinio di George Floyd.

Il 4 giugno 2020, anche gli ormai ex poliziotti intervenuti con Chauvin, J. Alexander Kueng, Tou Thao e Thomas Lane, sono stati incriminati e arrestati con l’accusa di omicidio di secondo grado. Il 7 ottobre successivo, Chauvin sarebbe uscito di prigione dopo il versamento di una cauzione di un milione di dollari.

L’agente, poi licenziato, è approdato sul banco degli imputati nel marzo 2021 nell’ambito del processo a suo carico per la morte dell’uomo. Si è concluso con un verdetto di condanna dopo che la giuria lo ha ritenuto colpevole di tutti e tre i capi di accusa: omicidio colposo, omicidio di secondo grado preterintenzionale e di terzo grado. 

Le immagini di una telecamera di sorveglianza avrebbero mostrato che Floyd era collaborativo e non avrebbe opposto resistenza all’arresto, come invece riferito dai poliziotti. Da un’autopsia indipendente – condotta su richiesta della famiglia della vittima – sarebbe emersa un’evidenza: causa di morte l’asfissia provocata dalla manovra dell’agente. La sentenza per l’ex agente è stata fissata al 16 giugno 2021.

Dove è morto George Floyd?

George Floyd è morto a Minneapolis, dopo essere stato fermato dalla polizia per il presunto uso di una banconota contraffatta all’interno di un market, e il video del suo arresto è stato girato sulla 38esima strada, all’angolo con Chicago Avenue.

Stando al rapporto del dipartimento della polizia di Minneapolis, i 4 agenti avrebbero risposto a un allarme sulla presenza di un uomo sospettato di falsificazione di documenti. Al loro arrivo, secondo la versione della polizia, Floyd si sarebbe trovato in auto e sembrava star male. Sceso dal mezzo, sarebbe stato stato ammanettato e sarebbe stata richiesta un’ambulanza. Il filmato che ha fatto il giro del mondo, invece, ricalca i tratti atroci di un’altra scena: l’agente che preme il ginocchio sul collo dell’afroamericano per diversi interminabili minuti, mentre lui dice ripetutamente “Non riesco a respirare”, implorando un aiuto che non sarebbe mai arrivato.


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