Enzo Bianchi è il fondatore della comunità monastica di Bose, nata nel 1965 e nella frazione del comune di Magnano, in provincia di Biella. Scopriamo la sua storia.

Il nome e la biografia di Enzo Bianchi sono legati alla nascita e alla storia della comunità religiosa cristiana di Bose, a Magnano, di cui è stato priore fino al gennaio 2017. Nel 2021 ha annunciato l’addio alla realtà che ha creato, con un messaggio via Twitter. Ecco il ritratto del suo percorso, dalle origini al progetto che gli è valso anche numerosi premi.

Chi è Enzo Bianchi e dove vive?

Enzo Bianchi è nato a Castel Boglione (Asti) sotto il segno dei Pesci, il 3 marzo 1943. Dopo il diploma ha intrapreso gli studi alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Torino e, nel 1965, si è recato a Bose, frazione abbandonata del Comune di Magnano, con l’intenzione di dare vita a una comunità monastica di cui sarebbe stato priore fino al 2017. Nel 2021 si è trasferito nel capoluogo piemontese.

Bianchi ha fondato la casa editrice Edizioni Qiqajon, dedicata alla pubblicazione di testi sulla spiritualità biblica e liturgica. Inoltre, ha fatto parte della delegazione scelta e inviata da papa Giovanni Paolo II a Mosca, nel 2004, per offrire in dono al patriarca Aleksij II l’icona della Madre di Dio di Kazan. Non è tutto: Enzo Bianchi ha anche partecipato ai Sinodi dei vescovi sulla Parola di Dio e sulla Nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana, nominato come esperto da Benedetto XVI, e papa Francesco gli ha conferito l’incarico di “uditore” (con possibilità di intervento) al Sinodo dei vescovi sui Giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale.

Nel 2014, Bergoglio lo ha nominato Consultore del Pontificio Consiglio, per 5 anni, al lavoro per la promozione dell’unità dei cristiani. Tanti i riconoscimenti ricevuti: dal “Premio Grinzane Terra d’Otranto” e il “Premio Cesare Pavese” al “Premio Cesare Angelini” per il libro Il pane di ieri, poi il “Premio internazionale della pace”. Dal 2014 è cittadino onorario della Val d’Aosta e di Nizza Monferrato, dal 2017 della città di Palermo.

La vita privata di Enzo Bianchi

Per quanto riguarda la vita privata e le sue origini, attraverso la biografia presente su ilblogdienzobianchi.it (tratta dal libro La sapienza del cuore), si scopre che una costante della sua infanzia e della sua storia familiare è “la complementarietà tra un padre che si professava ateo e coltivava un profondo senso di giustizia e di attenzione ai più poveri, e una madre di profonda fede cristiana (…)“.

Enzo Bianchi e l’addio a Bose

Nel 2021, Enzo Bianchi ha annunciato su Twitter il suo addio a Bose: “Cari amici/e per alcuni giorni sono stato silente e non vi ho inviato i pensieri emersi nel mio cuore ma un faticoso, sofferente trasloco me lo ha impedito: per noi vecchi migrare è uno strappo non pensabile anche perché ci prepariamo all’esodo finale, non a cambiar casa e terra“.

Il trasferimento, riporta Repubblica, sarebbe arrivato dopo una visita apostolica – avvenuta tra dicembre 2019 e gennaio 2020 – in cui la Santa Sede avrebbe intimato il suo allontanamento all’esito di constatate criticità nella convivenza tra il fondatore e alcuni membri della Comunità.

Enzo Bianchi: altre 3 cose da sapere

– L’Università degli Studi di Torino gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienze Politiche, riconoscimento ricevuto anche 2016 a Pollenzo in Scienze Gastronomiche.Membro dell’Académie Internationale des Sciences Religieuses (Bruxelles)

– Enzo Bianchi è membro dell’International Council of Christians and Jews (Londra) e della redazione della rivista Parola Spirito e Vita, di cui è stato direttore fino al 2005.

– Nella sua storia anche i ruoli di opinionista e recensore per La Stampa, La Repubblica Avvenire, titolare di rubriche su Famiglia Cristiana e Jesus.


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