Tutto su Dino Zoff: portiere dal fisico asciutto e dal carattere di ferro, ha giocato fino a 41 anni, diventando una leggenda del calcio.
Dino Zoff è considerato uno dei più grandi portieri nella storia del calcio italiano e mondiale; ha vinto sia da calciatore che da allenatore. Come calciatore vanta un primato: è l’unico italiano ad aver conquistato sia un Europeo (1968) che un Mondiale (1982) con la Nazionale azzurra. Ecco una panoramica su di lui.
Dino Zoff: biografia e carriera da portiere
Nato il 28 febbraio 1942 a Mariano del Friuli, in provincia di Gorizia, sotto il segno dei Pesci, Dino Zoff è figlio di agricoltori. Da ragazzino non era alto abbastanza per giocare a calcio, ma grazie ad un efficace rimedio della nonna nel tempo divenne alto: per farlo crescere gli faceva bere fino a 8 uova al giorno. Nel 1961, quando è stato acquistato dall’Udinese, era arrivato ad essere alto 182 centimetri.
La sua carriera da portiere è iniziata con la Marianese, entrando in seguito nel calcio professionale nel 1961 nella rosa dell’Udinese. Nel 1963 è passato al Mantova, dove ha giocato per 4 stagioni, passando poi nel 1967 al Napoli, diventando titolare e guadagnando la convocazione in Nazionale.
Con la maglia del Napoli ha disputato 143 partite dal 1967 al 1972, una permanenza che ha reso Zoff uno dei portieri più affidabili del Campionato italiano. Trasferito nel 1972 alla Juventus, qui disputò 11 stagioni straordinarie (fino al 1983), senza mai saltare una partita di Campionato. Con i bianconeri ha collezionato 479 presenze (330 in Serie A), vincendo: 6 Scudetti (1972-73, 1974-75, 1976-77, 1977-78, 1980-81, 1981-82); 2 Coppe Italia; 1 Coppa UEFA (1976-77, primo trofeo europeo della Juve).
Sempre con i bianconeri ha raggiunto due finali di Coppa dei Campioni (1973 e 1983) ed una di Coppa Intercontinentale.
Ma la carriera da portiere di Dino Zoff è legata anche alla storia della Nazionale italiana. Dopo l’esordio nel 1968, è diventato titolare nel 1972. In Nazionale (1968-1983) ha disputato in totale 112 partite (59 da capitano), record a lungo imbattuto.
Come calciatore azzurro ha vinto l’Europeo 1968 (giocato in Italia), mostrandosi tra i protagonisti dei Mondiali di Messico 1970 (2° posto), Germania 1974, Argentina 1978 (4° posto) e soprattutto Spagna 1982.
Nel 1982, Zoff come portiere della Nazionale italiana ha vinto la Coppa del Mondo nella finale contro la Germania Ovest: a 40 anni e 133 giorni divenne il più anziano capitano a vincere la Coppa del Mondo (record ancora imbattuto). In quell’edizione fu anche eletto miglior portiere del torneo.
Detiene il record di imbattibilità in gare internazionali (1.142 minuti consecutivi tra 1972 e 1974). Il grande portiere italiano si ritrova nel FIFA 100, inserito da Pelé e votato tra i migliori portieri del XX secolo (3° dall’IFFHS). Nello specifico, nel 2004, in occasione del centenario della FIFA, Pelé ha compilato la famosa lista FIFA 100, selezionando i 125 più grandi calciatori viventi della storia.
Carriera da allenatore
Ritiratosi nel 1983 (a 41 anni, con record di presenze in Serie A all’epoca), Dino Zoff ha iniziato come preparatore dei portieri alla Juventus. Da allenatore ha guidato la Juventus (1988-1990), con la quale ha conquistato Coppa UEFA e Coppa Italia (doppio nel 1989-90; fu il primo a vincere la Coppa UEFA sia da giocatore che da tecnico).
Sulla panchina della Lazio (1990-1994 e brevi ritorni) ha dato prova di buon lavoro nella costruzione della squadra.
Inoltre, ha collezionato l’esperienza di Commissario Tecnico della Nazionale italiana (1998-2000), il suo più grande merito: l’aver portato una squadra giovane alla finale dell’Europeo 2000, persa contro la Francia ai tempi supplementari. Si è comunque conquistato un meritato riconoscimento: votato Allenatore dell’anno da World Soccer.
La sua ultima esperienza come allenatore l’ha avuta con la Fiorentina nel 2005, si deve ricordare che dopo il ritiro ha anche svolto la carica di dirigente, tra cui presidente della Lazio.
Negli ultimi anni è apparso sporadicamente come ospite d’onore e commentatore in trasmissioni sportive, documentari ed interviste, soprattutto in occasione di anniversari (Mondiale ’82, compleanni, Europei). È intervenuto in programmi come: Unomattina, Rai Sport, podcast dedicati al calcio storico e docu-film sulla sua vita (come “Volevo solo fare bene il mio lavoro”).
La vita privata di Dino Zoff
È sposato con Annamaria – sposata nel 1968, conosciuta a Mantova – Zoff la descrive come la donna della sua vita ed un punto di riferimento fondamentale.
Insieme hanno avuto un figlio: Marco Zoff, nato nel 1973 a Torino, che ha scelto una carriera diversa dal leggendario padre. Infatti, è divenuto un top manager di successo nel settore aerospaziale e difesa. Marco ha ricoperto ruoli importanti in Leonardo e nel board dell’Unione Industriali di Torino.
Zoff ha sempre sottolineato che la nascita di Marco è stata la gioia più grande della sua vita. Marco ha reso Dino nonno di due nipoti.
Dove vive?
Zoff vive principalmente a Roma, città dove ha allenato la Lazio e ha mantenuto legami.
Il suo cuore però resta in Friuli: possiede la casa natale a Mariano del Friuli. Una dimora trasformata in una sorta di casa-museo con cimeli della carriera, qui torna regolarmente, soprattutto per eventi o riprese.
Curiosità su Dino Zoff
– Come calciatore, Zoff è diventato famoso per la calma, il posizionamento, i riflessi e la leadership silenziosa. Non era un portiere “spettacolare”, ma estremamente affidabile e tatticamente intelligente.
– La sua difesa Juve-Nazionale (con Gaetano Scirea, Gentile, Antonio Cabrini) è considerata tra le migliori di sempre.
– Dino Zoff con la sua storia sportiva è diventato un’icona del calcio italiano per longevità, successi e umiltà. La sua parabola da ragazzo di provincia friulana a leggenda mondiale a 40 anni suonati è degna di ammirazione.
– Nel novembre 2015, all’età di 73 anni, Zoff è stato ricoverato per circa tre settimane in una clinica romana per un’infezione virale. La stampa ha descritto il quadro clinico come encefalite virale o complicanze neurovegetative di origine virale. La malattia gli aveva provocato difficoltà nel camminare e problemi neurovegetativi. Una patologia superata brillantemente, come lui stesso ha dichiarato: “Ho parato anche questa!”.
– Il suo stile è sempre sobrio, riflessivo e poco incline a polemiche: parla con grande umiltà della sua carriera e del calcio moderno.
– Il docufilm “Dino Zoff – Volevo solo fare bene il mio lavoro” (in programma il 10 giugno 2026, ore 21:30 su Rai 1) è un viaggio esemplare. Un racconto che ripercorre tutta la sua vita: dagli inizi difficili (Udinese, Mantova, Napoli) alla Juventus, dall’Europeo 1968 al trionfo da capitano al Mondiale 1982. Il focus è sull’uomo prima che sul campione: la solitudine del portiere, il senso del dovere, la coerenza e la forza silenziosa.
– Si ha traccia della sua presenza social, su Instagram, con un profilo ufficiale dove si celebra con discrezione il grande portiere.