Baraccopoli di Messina: dal motivo della sua esistenza al progetto di abbattimento e risanamento della zona.

La baraccopoli di Messina è un luogo dimenticato da Dio in cui la gente vive nel degrado da oltre un secolo.
Abitata da topi e animali di ogni tipo è anche dimora di amianto e inquinamento.
Un luogo colmo di tristezza e nel quale ad oggi vivono circa 3000 famiglie per un totale di 8000 persone.
Scopriamo com’è nata e come si procederà per il difficile lavoro di demolizione e risanamento della zona.

Terza dose Vaccino, a chi spetta prima e quanto dura.

La triste storia della Baraccopoli di Messina

La baraccopoli di Messina è distribuita su circa 800 ettari che si estendono per la città creando un enorme divario con le zone “normali”.

demolizione
demolizione

Si tratta infatti di un luogo che si trova in condizioni di estremo disagio da più di un secolo e più precisamente dal 1908, anno in cui ci fu un terribile terremoto (con conseguente maremoto) che portò alla distruzione di buona parte della città e alla costruzione delle prime baracche al fine di trovare un riparo.

Da allora l’intera zona è andata deteriorandosi sempre di più divenendo la base per la criminalità organizzata e portando avanti un degrado tale da rendere le condizioni di vita insopportabili. Basti pensare che a causa della cospicua presenza di amianto le malattie ai polmoni sono in forte crescita. E che a questo problema già di per se gravissimo si è aggiunto anche quello dato dalla recente pandemia che ha portato tantissime persone a perdere la vita.
Un luogo intriso di dolore che solo ora può finalmente aggrapparsi ad una speranza data da uno stanziamento che dovrebbe portare alla sua demolizione e ad un risanamento dell’intero quartiere.

Al via il progetto di risanamento

Nel mese di Maggio sono stati stanziati 100 milioni per portare avanti un progetto di demolizione delle 86 baracche esistenti e al quale dovrebbe poi seguire quello di risanamento.
Un percorso sicuramente in salita e che per questo richiederà ancora alcuni anni.

Ne serviranno infatti circa un paio per demolire il tutto e spostare le famiglie che ancora oggi abitano nella zona. E a questi se ne dovranno aggiungere almeno tre per il risanamento.
Un progetto ambizioso e che si attendeva da tempo che sarà seguito dal prefetto Cosima di Stani.

Riproduzione riservata © 2021 - DG

DONNAGLAMOUR ULTIM'ORA

Ultimo aggiornamento: 20-10-2021


Squid Game: come evitare che per i bambini l’emulazione diventi un pericolo

Come posso guadagnare con TikTok?