La storia della Banda della Uno bianca, con il suo carico di sangue e orrori, ha attraversato anni e pagine di cronaca nera italiana imprimendosi come capitolo indelebile. 24 omicidi e un’oscura verità dietro la divisa.

Il caso della “Banda della Uno bianca” è uno di capitoli più violenti e sanguinosi che la storia italiana ricordi. Una storia così atroce e sconvolgente da riempire pagine e pagine di libri, giornali e palinsesti televisivi con film, serie tv e documentari. Uno di questi, trasmesso nel 2021 su Rai 2, si intitola La vera storia della Uno bianca e ripercorre le sinistre tappe di una serie di delitti che hanno scosso l’intera nazione tra il 1987 e il 1994.

Banda della Uno bianca: la storia

La docuserie trasmessa su Rai 2 in 2 episodi, dal 29 novembre 2021, intitolata La vera storia della Uno Bianca (coproduzione Rai Documentari e Verve Media Company) ha riproposto al pubblico del piccolo schermo la storia della “Banda della Uno bianca”, organizzazione criminale attiva a cavallo tra gli anni ’80 e ’90 cui sono stati attribuiti 24 omicidi e il ferimento di oltre 100 persone.

Un commando, il cui nome trovò la sua genesi nell’auto – una Fiat Uno bianca – usata nella azioni perché comune e. facile da rubare, oltre che capace di confondersi con i tanti modelli simili all’epoca in circolazione, composto da insospettabili: 6 persone, di cui 5 appartenenti alla Polizia di Stato, in azione in particolare in Emilia-Romagna con rapine ai danni di caselli, supermercati, banche, uffici postali e stazioni di servizio. Sulla strada, decine di vittime.

banda Uno bianca
Fonte foto: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6e/Strage_Pilastro_4_gennaio_1991.jpg

Banda della Uno bianca: i componenti e le condanne

In 7 anni di indagini sui 24 omicidi e i 103 colpi criminali messi a segno tra il 1987 e il 1994, la Polizia sarebbe arrivata a scoprire che i colpevoli indossavano la divisa. Uno shock per l’intero sistema e per il Paese, perché di quel ruolo di tutori della legge si sarebbero serviti per sfuggire alla giustizia. Ma tutti i componenti della Banda della Uno bianca furono arrestati, processati e condannati grazie al lavoro di due poliziotti della Questura di Rimini, Luciano Baglioni e Pietro Costanza, insieme al giudice Daniele Paci.

Nelle sue azioni criminali, un totale di 103, la banda si lasciò alle spalle 24 morti. Tra le pagine più agghiaccianti, la Strage del Pilastro (così nota alle cronache per l’omonimo quartiere bolognese teatro dell’orrore): era la notte del 4 gennaio 1991, intorno alle 22:00, quando 3 carabinieri di pattuglia morirono sotto una pioggia di pallottole a Bologna. Otello Stefanini, Andrea Moneta e Mauro Mitilini trucidati senza pietà dalla Banda della Uno bianca.

Dopo aver seminato il terrore per anni, all’ombra della fedeltà giurata alla patria e alla divisa, in manette finirono i fratelli SaviFabio (unico non poliziotto), Roberto e Alberto -, Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli. Quest’ultimo, ritenuto membro di minore rilievo nel gruppo (presente solamente alle prime rapine senza epilogo di sangue, riportano le cronache), fu l’unico destinatario di una pena di lieve entità.

I colpi della banda iniziarono nel 1987, a Rimini. In soli 2 mesi si contarono 12 assalti notturni nei caselli autostradali lungo la A14, usando in principio una Fiat Regata grigia. Nello stesso anno, il poliziotto Antonio Mosca. fu ferito in uno scontro a fuoco e morì dopo 2 anni di agonia. I colleghi Baglioni e Costanza, determinati a scovare i responsabili, avrebbero poi finito per risolvere un caso di portata inattesa e sconcertante.

Era il 3 novembre 1994 quando, dopo innumerevoli appostamenti e una intensa attività investigativa, i 2 poliziotti dalla parte del bene avrebbero dato impulso alla svolta. Come in un film, ma nella peggiore delle più crude realtà: coloro che sarebbero stati poi riconosciuti quali assassini erano in gran parte poliziotti. Queste le condanne inflitte all’esito dei processi, tra il 1996 e il 1998: ergastolo ai fratelli Savi e a Marino Occhipinti, 18 anni a Pietro Gugliotta. Luca Vallicelli patteggiò una pena di 3 anni e 8 mesi. Ancora oggi, secondo alcuni – tra cui familiari delle vittime – al complesso mosaico della verità ricostruita in sede processuale mancherebbero tasselli chiave per dire che piena luce è stata fatta.

Fonte foto: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/6/6e/Strage_Pilastro_4_gennaio_1991.jpg

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Ultimo aggiornamento: 29-11-2021


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