A causa delle disposizioni dei talebani, in Afghanistan donne e bambine non potranno tornare al lavoro né a scuola. Su Twitter scoppia la protesta.

È dura essere una donna in Afghanistan, oggi più che mai. I talebani infatti hanno riaperto scuole ed istituzioni solo ai maschi: le loro sorelle, dunque, non potranno più avere un’istruzione. Neppure le professoresse potranno riprendere a insegnare, nelle istituzioni scolastiche infatti saranno ammessi solo insegnanti uomini.

Questa la drammatica situazione: dopo l’obbligo dello hijab e il divieto per le donne di passeggiare non accompagnate, arriva l’ennesima imposizione non richiesta. Ma per fortuna il popolo si ribella: in queste ore sui social si stanno diffondendo migliaia di post con l’hashtag #withoutmysisteriwillnotgotoschool.

La protesta social

A infiammare la protesta a colpi di tweet sono proprio i ragazzi dell’Afghanistan che richiedono a gran voce  che siano rispettati i diritti delle donne. “Senza mia sorella non vado a scuola,” affermano i bambini e i ragazzi afghani mettendoci la faccia e stringendo tra le mani un cartello con l’eloquente scritta in lingua pashtu.

Foto, video, immagini, appelli vocali. L’intero Afghanistan si sta mobilitando perché vengano rispettati i diritti delle donne e delle ragazze.

Proibire alle ragazze di frequentare la scuola è come seppellirle vive. 

Sono parole di insegnanti, poeti, scrittori, membri attivi della cultura di un Paese che si trova a combattere contro il nemico peggiore. Nella periferia di Herat delle studentesse hanno invitato i giornalisti e hanno mostrato degli striscioni. Una piccola protesta privata, lontano dagli sguardi dei talebani, in cui chiedono a gran voce di poter tornare a scuola. “E che a tutte le donne sia permesso di poter tornare al lavoro,” ha aggiunto una ragazza più grande.

La situazione in Afghanistan è grave, di recente il Ministero delle Donne è persino stato abolito dai talebani. Ma commuove vedere questi bambini chiedere a gran voce il rispetto per le loro sorelle, appellandosi al mondo vasto della rete: sono proprio i bambini a chiederlo, sono il futuro.

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ultimo aggiornamento: 20-09-2021


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