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“Quasi 3 milioni di morti in soli 7 anni”: scatta l’allarme per il cambiamento climatico

Cambiamenti della Terra e del Sole a causa del riscaldamento globale

Il cambiamento climatico mette a rischio la salute mondiale: quasi 3 milioni di decessi per il caldo in sette anni. L’appello urgente ai Governi.

Gli esperti non hanno alcun dubbio: il cambiamento climatico è un’emergenza sanitaria che riguarda tutto il pianeta. In soli 7 anni, i morti hanno raggiunto una cifra record, quasi 3 milioni, e se la situazione non verrà affrontata in modo concreto dai Governi non ci sarà alcun futuro.

Caldo in auto

Cambiamento climatico: i morti crescono rapidamente

Secondo il decimo rapporto Lancet Countdown on Health and Climate Change, guidato da University College London con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e pubblicato in vista della conferenza Onu sul clima che si terrà dal 9 al 20 novembre ad Antalya (Turchia), il cambiamento climatico è “un’emergenza sanitaria globale“. I morti aumentano di anno in anno e se i Governi di tutto il mondo non decidono di unire le forze il futuro sarà tutt’altro che roseo.

Tra temperature elevate, siccità ed eventi meteo estremi, i danni per la salute causati dal cambiamento climatico sono sotto agli occhi di tutti. Non solo, gli esperti riferiscono che, tra il 2016 e il 2023, soltanto il caldo torrido ha provocato quasi 3 milioni di decessi, 710mila solo nel 2023. La crescita, secondo le stime, è molto più rapida rispetto al decennio precedente.

L’appello ai Governi: è un’emergenza sanitaria globale

Marina Romanello, executive director del Lancet Countdown, ha dichiarato: “Il tasso di crescita di molte minacce alla salute legate al clima sta accelerando; i decessi per caldo riconducibili al cambiamento climatico hanno raggiunto un livello record e l’impatto economico sta colpendo con particolare durezza i settori e le comunità più vulnerabili. I rischi diventano ancora più gravi se si considera come diverse minacce interagiscono e si sommano tra loro. Siamo a un cambio di passo che deve essere riconosciuto per quello che è: un’emergenza sanitaria globale“.

I numeri parlano chiaro, non solo per quel che riguarda i morti. L’80% del pianeta affronta squilibri nelle risorse idriche, con il 43% della superficie terrestre sottoposta a inaridimento a lungo termine, mentre il 37% ha segnato un eccessivo incremento dell’accumulo idrico che potrebbe minacciare la sicurezza alimentare e quella igienico-sanitaria. Allo stesso tempo, le piogge torrenziali hanno interessato quasi il 17,2% delle terre emerse all’anno nel periodo 2016-2025, aumentando il rischio di inondazioni e malattie la cui trasmissione è facilitata dall’acqua.

L’appello è chiaro: il cambiamento climatico deve essere riconosciuto e affrontato da tutti i Governi come un’emergenza sanitaria mondiale.

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ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2026 10:54

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