Vai al contenuto

Chico Forti: chi è Bradley Pike, il fratello di Dale, trovato morto nel 1998

Chico Forti

Ecco chi è Bradley Pike, fratello di Dale, il 43enne ucciso nel 1998, un caso per il quale è stato condannato Chico Forti all’ergastolo.

Bradley Pike, fratello della vittima di un controverso cold case, consumatosi nel 1998 in una spiaggia di Miami, e che ha visto la condanna di Chico Forti, dopo un lungo silenzio si è esposto pubblicamente dichiarando di essere sicuro dell’innocenza dell’italiano. Scopriamo di più su di lui.

Chi è è Bradley Pike: biografia e carriera

Bradley Pike è il fratello di Dale Pike (vittima del caso Chico Forti), ma mancano informazioni pubbliche su di lui. Le poche notizie disponibili si concentrano soprattutto sulla vicenda giudiziaria del fratello e sulle sue dichiarazioni.

Bradley è figlio di Anthony “Tony” Pike, noto imprenditore e proprietario del leggendario Pikes Hotel di Ibiza. Un locale famoso negli anni ’80-’90 per le feste glamour, e frequentato da celebrità come Freddie Mercury e Julio Iglesias.

La famiglia ha legami forti con Ibiza – dove Dale viveva e da dove partì per Miami nel 1998 – e con l’Australia. Bradley dovrebbe infatti vivere in Australia, probabilmente nella zona di Northern Rivers (New South Wales), un’area nota per l’arte, la controcultura e lo stile di vita alternativo.

Per quanto riguarda la sua professione, è un rinomato pittore e gioielliere con una carriera creativa avviata negli anni Ottanta. L’artista ha ottenuto fama grazie al suo lavoro con il Pikes Hotel di Ibiza, in Spagna, per poi costruire una carriera notevole. Le sue opere sono state commissionate per importanti collezioni commerciali e private in tutto il mondo, che coprono regioni come Europa, Medio Oriente, Asia ed Australia.

Bradley è un artista, gioielliere e designer indipendente con un profilo creativo ed internazionale, lontano dai riflettori mediatici fino al suo coinvolgimento nel caso del fratello Dale.

L’omicidio di Dale Pike ed il ruolo di Bradley

Il 15 febbraio 1998, Dale Pike (43 anni), figlio di Anthony Pike, viene trovato ucciso a colpi di pistola (calibro .22) su una spiaggia di Miami, nudo e con segni di legatura. Chico Forti, ex campione di windsurf e produttore TV trentino trasferitosi negli USA, individuato come il responsabile, è finito in arresto con l’accusa di aver orchestrato o partecipato all’omicidio. Il movente ipotizzato: Forti stava truffando il padre di Dale, che soffriva di demenza, per acquistare a basso prezzo l’hotel Pikes ad Ibiza.

Dale sarebbe andato a Miami per indagare sulla vicenda scoprendo il tutto. Nel 2000, negli USA, è arrivata la condanna all’ergastolo per Forti per l’omicidio commesso nel corso di altro reato, la truffa. L’italiano ha sempre proclamato la sua innocenza, sostenendo di essere stato incastrato.

Nel 2024, dopo trattative diplomatiche, Forti è rientrato in Italia, trasferito nel carcere di Verona, per scontare la pena. In questo modo ha ottenuto permessi per lavoro esterno, ma richieste di semilibertà/libertà condizionale sono state respinte, anche nel 2026. Un diniego dovuto alla mancanza di “sicuro ravvedimento” e risarcimento ai familiari della vittima.

Bradley Pike, che vive in Australia, è da anni convinto dell’innocenza di Forti. Il fratello della vittima, che ha studiato gli atti processuali (oltre 3.500 pagine), ha contestato la presenza di incongruenze, di indizi “messi ad arte” e di un movente poco credibile. Inoltre, l’uomo ha indicato come vero responsabile Thomas Knott, un tedesco con precedenti, che secondo lui truffava il padre Anthony. L’uomo avrebbe orchestrato l’omicidio e Bradley lo ha nominato pubblicamente.

Bradley ha scritto lettere a Joe Biden ed al governatore della Florida chiedendo la liberazione di Forti (agosto2020 Bradley attraverso Le Iene). Nel 2024 ha scritto una lettera alla madre di Chico dove ha espresso solidarietà e felicità per il loro ricongiungimento.

Nel maggio 2026 è volato in Italia: ha incontrato Forti due volte in carcere (20 e 25 maggio, programma di giustizia riparativa, diverse ore ciascuno). Dopo questi incontri ha dichiarato: “Chico non ha ucciso mio fratello, è innocente. Non lascerò l’Italia finché non sarà libero”. Inoltre, ha annunciato la sua presenza all’udienza di settembre 2026 per la semilibertà, sostenendo che farà di tutto per la scarcerazione di Forti.

Bradley nelle varie interviste rilasciate ha anche affermato di non aver mai chiesto risarcimenti economici. Ma l’uomo ha soprattutto avanzato obiezioni sulle motivazioni dei tribunali italiani sul “mancato interesse” verso i familiari della vittima.

Vita privata di Bradley Pike

Bradley Pike mantiene un profilo molto riservato sulla sua vita personale. Le informazioni pubbliche disponibili sono scarse e si limitano principalmente al suo lavoro artistico.

Dove vive ed opera?

Vive da tempo a Mullumbimby (Byron Shire, Northern Rivers, New South Wales, Australia), zona rinomata per l’arte e la creatività. Lavora principalmente da lì, ma con una carriera internazionale legata anche alla fama della famiglia Pike.

Curiosità su Bradley Pike

– Gioielliere, designer architettonico ed artista pluripremiato, ha scelto una carriera diversa rispetto a quella del padre e del fratello Dale, legata invece al mondo dell’ospitalità, management alberghiero ed affari di famiglia ad Ibiza.

– Bradley Pike è diventato uno dei testimoni più importanti a favore della revisione o della scarcerazione di Chico Forti. Il caso ha diviso l’opinione pubblica in due tronconi: da una parte si è schierato un forte movimento innocentista (sostenuto anche da programmi TV come Le Iene, figure pubbliche e parte della famiglia Forti); dall’altra si sono posizionati quelli che ritengono Forti colpevole sulla base delle prove presentate nel processo USA (cellulare sul luogo, contraddizioni, sabbia nell’auto, ed altri indizi).

– Bradley ha viaggiato dall’Australia all’inizio di maggio 2026 proprio per sostenere Forti. L’uomo ha incontrato Chico Forti due volte nel carcere di Verona nel maggio 2026. In seguito, ha descritto i loro faccia a faccia come commoventi ed intensi dal punto di vista emotivo: “Mi si è gelato il sangue… è stata una liberazione dopo 26 anni di dolore e sofferenza”. Gli ha anche dedicato e consegnato una poesia intitolata “The quest”.

– La sua presenza social (Instagram, Facebook) fa da vetrina alle sue principali attività professionali da gioielliere, da pittore (soprattutto oli su tela), disegnatore e creatore di opere figurative. Le sue opere esplorano temi come emozioni umane, relazioni, corpi intrecciati, con uno stile che mescola realismo e astrazione, colori vivaci ed umorismo.

Riproduzione riservata © 2026 - DG

ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2026 12:59

Chi è Daniele Michienzi, noto sui social come Loquendum: tutto sull’insegnante di italiano e latino e divulgatore