Dopo un passato agonistico, Benoît Richaud si è imposto come uno dei nomi più richiesti del pattinaggio artistico per le sue coreografie.
L’ex pattinatore Benoît Richaud, ha attirato grande attenzione su di sé durante le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 per il suo impegno di coreografo multinazionale al servizio di 16 atleti di pattinaggio artistico di 13 diversi team nazionali. Di seguito, una panoramica su di lui.
Biografia e passione per il pattinaggio di Benoît Richaud
Nato il 16 gennaio 1988 ad Avignone, Francia, sotto il segno del Capricorno, Benoît Richaud ha avuto modo di crescere in un ambiente stimolante: il padre era DJ e la madre appassionata di danza. Il suo background familiare gli hanno offerto vari elementi che hanno finito per influenzare la sua sensibilità artistica.
A circa 14 anni si è trasferito a Lione per accedere a migliori strutture di allenamento, entrando nel club CSG Lyon. Nel 1994, ha iniziato a pattinare, scoprendo la danza su ghiaccio intorno al 2002. Dotato di talento naturale per la danza (tanto da considerare una carriera nel balletto contemporaneo), ha poi scelto di dedicarsi al pattinaggio artistico.
La sua carriera nel circuito Ice Dance: da pattinatore artistico a coach/coreografo
Come pattinatore artistico, Benoît Richaud ha gareggiato a livello competitivo per la Francia. L’ice dancer (ballerino sul ghiaccio) ha maturato anni di esperienze nel pattinaggio di coppia, partecipando a tre Campionati Mondiali Juniores (Junior World Championships) e raggiungendo come miglior piazzamento, un settimo posto.
Tra le sue partner ci sono state Scarlett Rouzet, Elodie Brouiller (con cui ha vinto i Campionati Francesi Juniores nel 2005-06) e Terra Findlay (con cui ha ottenuto un bronzo ai Mondiali Juniores nel 2008).
Nel 2008, in coppia con Terra Findlay, ha conquistato il bronzo ai Mondiali Juniores. Tra i suoi allenatori ha avuto: Muriel Boucher-Zazoui, Romain Haguenauer ed altri.
Ritiratosi dall’agonismo intorno ai 20-22 anni, dopo il passaggio al senior ec alcuni podi nazionali, ha deciso di non proseguire a livello élite per concentrarsi sulla creatività. Richaud si è così stabilito inizialmente a Nizza, spostandosi poi a lavorare in vari contesti, diventando rapidamente uno dei nomi più originali del pattinaggio.
Nel suo approccio ha deciso di privilegiare narrazione, profondità emotiva e “terapia del movimento”: adatta le coreografie alla personalità dell’atleta, alla fase della carriera e al messaggio da trasmettere, spesso creando programmi che fungono da catarsi per pattinatori e pubblico.
Come coreografo ha stretto collaborazioni globali, riuscendo a lavorare con atleti di: Giappone, Cina, Russia, USA, Ungheria, Francia ed molti altri Paesi. Il suo lavoro lo ha portato a creare programmi per quasi un centinaio di pattinatori, inclusi élite olimpici.
Nel 2024 ha vinto il premio Best Choreographer agli ISU Skating Awards, venendo nominato anche nel 2025. È fondatore di The Peak Ice Camps e si è dedicato anche all’organizzazione di campi estivi, affittando ad esempio il Courmayeur Sport Centre in Italia per sessioni one-on-one.
Alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, Richaud ha raggiunto l’apice della visibilità, seguendo come coach/coreografo 16 atleti rappresentanti 13 nazioni diverse, un record che lo ha costretto a continui cambi di giacca (da Georgia a Canada, ecc.) nel kiss & cry.
La vita privata di Benoît Richaud
Dalle poche indiscrezioni trapelate, sulla sua sfera più intima, è emerso che è sposato. In diverse interviste ed articoli (tra cui uno del Professional Skaters Association nel 2022), ha menzionato esplicitamente sua moglie, suggerendo ironicamente di chiedere a lei come comunica o riferendosi a lei in contesti personali.
Non ha mai reso pubblico il nome della moglie né dettagli sulla famiglia – ha dichiarato di preferire mantenere un certo mistero sulla vita privata – ma la sua esistenza è confermata da fonti attendibili nel mondo del pattinaggio. Dai pochi contenuti social personali condivisi, si scopre che ha un figlio: Gaspard, nato l’8 novembre 2018, sotto il segno dello Scorpione.
Dove vive?
Nato ad Avignone, dove torna spesso, si è trasferito da giovane a Lione per allenarsi. Dopo il ritiro dalle competizioni, ha lavorato e vissuto a Nizza. Da alcune fonti (datate 2024-2025) Avignone è indicata come la sua residenza principale.
Ma il suo stile di vita è molto itinerante, per via dei continui viaggi di lavoro (corsi, campi estivi, competizioni internazionali). Mentre dovrebbe allenarsi a Lione (fino a 32 ore settimanali in bassa stagione).
Curiosità su Benoît Richaud
– Le coreografie di pattinaggio artistico di Benoît Richaud attingono spesso a svariati contesti. Cinema, pittura e narrazioni visive complesse, rappresentano il suo universo creativo per dare vita a veri e propri spettacoli sul ghiaccio.
– Il suo stile moderno, provocatorio ed innovativo punta sulla fusione tra musica ed arti visive sfaccettate.
– Attraverso il suo Instagram si può prendere visione del suo operato nel circuito Ice Dance. I suoi contenuti social sono prevalentemente: reels e video di coreografie, dove mostra estratti di programmi che ha creato per i suoi atleti; momenti dalle competizioni; riconoscimenti e dietro le quinte. Anche sul suo account Threads pubblica gli stessi contenuti professionali.
– Tra i suoi lavori più curiosi, si deve segnalare la coreografia ispirata ai Minions per lo spagnolo Tomas Llorenc Guarino Sabate. Si tratta di un programma su un mix delle colonne sonore della famosa serie animata, completato da un costume gialloblù. Nonostante qualche perplessità iniziale legata ai diritti musicali, l’esibizione ha catturato l’attenzione del pubblico durante i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.
– Durante la finale a squadre alla Ice Skating Arena di Milano, Richaud è stato immortalato mentre cambiava divisa nel giro di pochi minuti: prima la giacca della Georgia per sostenere Nika Egadze, poi quella del Canada per accompagnare Stephen Gogolev. Un’immagine diventata virale e che sintetizza perfettamente il suo ruolo multinazionale. Così sul web è diventato popolare come “trasformista” o “multinazionale”, simboleggiando la globalizzazione del pattinaggio. Emotivamente, ha però confessato che è molto duro: “Sento il battito del cuore degli atleti e vivo intensamente ogni gara”.
– Benoît Richaud ha inaugurato un nuovo volto del pattinaggio artistico, vestendo i panni non solo di tecnico, ma anche dell’artista, psicologo e narratore che sogna una “rivoluzione” nel movimento sul ghiaccio, rendendo ogni programma un messaggio profondo ed universale.