Negli ultimi giorni, il virus Nipah è tornato a far parlare di sé. Scopriamo cos’è, quali sono i sintomi, la cura e il tasso di mortalità.
Il virus Nipah torna a preoccupare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ma gli esperti ci tengono a sottolineare che al momento la situazione è sotto controllo. Considerando che stiamo parlando di una malattia rara ma potenzialmente letale, è bene sapere cos’è, quali sono i sintomi e come si cura.
Virus Nipah: cos’è e quali sono i sintomi
Isolato per la prima volta nel 1999, il virus Nipah è tornato a far tremare l’OMS con un nuovo focolaio nello Stato del Bengala Occidentale. Onde evitare inutili allarmismi, è bene sottolineare che la situazione è sotto controllo e si esclude una pandemia. In ogni modo, è importante sapere cos’è e quali sono i sintomi a cui prestare attenzione.
Il virus Nipah è una malattia infettiva trasmissibile dagli animali, specialmente i pipistrelli frugivori della famiglia degli Pteropodidi, all’uomo. L’infezione si può trasmettere anche da animale ad animale e da animale ad alberi o altri elementi naturali. Il contagio tra un essere umano infetto e uno sano è possibile, ma in forma minore.
Così come il Covid e altri virus, il Nipah si trasmette attraverso il contatto diretto con animali infetti o con i loro fluidi corporei. Può accadere, ad esempio, di contrarlo dopo aver mangiato cibo contaminato, tipo frutta sporca di urina o saliva infetta. I sintomi, in un primo momento, sono quelli tipici dell’influenza stagionale: febbre, mal di testa o stordimento, difficoltà respiratorie e tosse, brividi, vomito, stanchezza, diarrea.
Virus Nipah: complicazioni e cura
Generalmente, i tempi di incubazione del virus Nipah vanno dai 3 ai 14 giorni, anche se in alcuni casi possono trascorrere 45 giorni. Così come avviene con il Covid, la malattia può essere asintomatica o complicarsi fino a portare al decesso. Nei casi gravi, può manifestarsi un’encefalite che causa la morte.
Anche se a oggi non esiste una cura ad hoc né tantomeno un vaccino, una diagnosi tempestiva è fondamentale e riduce molto il tasso di mortalità, che varia tra il 40% e il 75%.
