Dmytro Lubinets, presidente della Commissione diritti umani del parlamento ucraino, denuncia l’atto compiuto contro le soldatesse ucraine.

Tra gli 86 prigionieri ucraini dei russi, c’erano anche 15 soldatesse poi rilasciate il 1° aprile 2022. Le militari sono state rasate a zero dal nemico e private dei loro capelli come segno di “disprezzo”, secondo quanto affermato da Dmytro Lubinets, presidente della Commissione diritti umani del parlamento ucraino in un post su Facebook.

Soldatesse ucraine rasate a zero dai russi: “un segno di disprezzo”

Il presidente della Commissione diritti umani del parlamento ucraino, Dmytro Lubinets, ha pubblicato su Facebook una foto in cui mostra 15 soldatesse ucraine completamente rasate a zero dai russi. La foto:

Le militari facevano parte del gruppo composto da 86 prigionieri che i russi hanno rilasciato il 1° aprile. Un gesto che il presidente ha definito come un “segno di umiliazione, arroganza e disprezzo”, paragonato da Lubinets a quelli commessi dai “fascisti nei campi di concentramento“.

Manifestazione contro la guerra in Ucraina
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Questa vicenda farà parte del caso sui crimini di guerra che sarà affrontato nel dossier dell’indagine dell’Aia. Tanta rabbia nelle parole del presidente il quale sottolinea il fatto che, nel corso del tempo, emergeranno altri episodi simili ai danni degli ucraini.

Le sue parole e il paragone con i fascisti: “Scopriremo ancora molto sui crimini commessi contro militari e civili ucraini. Sparavano contro donne e ragazze e poi salivano sui carri armati. Questi non sono umani, non sono nemmeno animali. Questo è un abominio e diventerà la base per il Tribunale dell’Aia. I capelli delle donne più belle del nostro mondo cresceranno, grazie a Dio sono al sicuro. In che le azioni degli occupanti russi sono diverse dai fascisti? In niente”.

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Ultimo aggiornamento: 04-04-2022


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