Attualmente lo smart working ha acquistato sempre più preponderanza.

In molti sentono l’esigenza di un lavoro più flessibile, quello che in diversi settori è definito come lavoro agile. Col diffondersi della pandemia di coronavirus abbiamo assistito allo svilupparsi sempre di più ad occasioni di smart working, che per molti è diventato un vero e proprio punto di riferimento anche per riuscire a conciliare spesso le esigenze della famiglia con quelle più strettamente lavorative.

In pratica in molti hanno avuto la possibilità di “portare in casa” il proprio ufficio. Ma ci sono degli svantaggi da questo punto di vista? Cerchiamo di capirne di più.

Quali possono essere gli svantaggi dello smart working

Lo smart working o il lavoro intelligente comporta senza dubbio il trascorrere molte ore in casa davanti al computer. Tutto questo tempo trascorso davanti al PC può portare a degli svantaggi. Per esempio molti risentono di sintomi come il fastidio agli occhi, gli occhi stanchi ed arrossati e problemi collegati alla visione.

Per proteggersi si possono utilizzare gli occhiali per computer come quelli della start-up italiana Nowaveofficial. Il problema è da rintracciare, in riferimento alla sintomatologia di cui abbiamo parlato prima, nella luce blu emessa dai dispositivi elettronici.

Questo tipo di luce è generato da una lunghezza d’onda molto particolare che, a lungo andare, può incidere in maniera forte sui cicli naturali del nostro organismo. Infatti per esempio è stato notato che la luce blu in alcuni casi è capace di inibire anche la secrezione di melatonina, peggiorando la qualità del sonno o causando insonnia.

Ma il cosiddetto lavoro intelligente può avere anche dei vantaggi, che non devono essere sottovalutati? Vediamo di capire che cos’è esattamente lo smart working e quali vantaggi può comportare per le persone che lo praticano.

Che cos’è lo smart working e quali vantaggi ha

La definizione di smart working viene indicata anche dal Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta di eseguire un rapporto di lavoro subordinato in assenza di vincoli di orari o di spazio e attraverso un’organizzazione per fasi ed obiettivi.

Sicuramente questa forma di lavoro intelligente può portare ad una crescita della produttività del lavoratore. Spesso nell’ambito della famiglia specialmente le donne hanno difficoltà a conciliare gli impegni professionali e quelli domestici, specialmente se ci si ritrova in casa senza un aiuto specifico come colf o baby sitter.

I maggiori esperti riferiscono che, a patto che lo smart working venga mantenuto entro certi limiti, può essere un’alternativa davvero valida per ritrovare quel punto di incontro importante tra esigenze familiari e rapporto lavorativo.

La capacità sta sicuramente nel riuscire ad avere la giusta lucidità mentale per impostare in nuove forme l’organizzazione domestica. Si comincia a lavorare sulle soft skills, per esprimere capacità di collaborazione. D’altronde i mutamenti sociali che stiamo vivendo nella nostra epoca ci costringono a prepararci verso nuove richieste di flessibilità.

Se non ci si riesce ad adattare a queste nuove richieste che arrivano da parte del mondo del lavoro, si può cadere nell’errore di ricavarne dei danni specialmente per i gruppi più fragili, come per esempio le donne lavoratrici.

Puntare sullo smart working e sull’home working può essere in certi casi proprio la formula vincente, perché, anche spinti dal lockdown dovuto alla pandemia, si è visto che in molti casi questa formula ha funzionato alla perfezione. È possibile quindi che nelle prospettive future molte aziende siano propense a continuare questa forma di lavoro, continuandola ad applicare anche quando sarà superata l’emergenza sanitaria.

È un modo in più per fare carriera? È un modo in più per progredire in campo lavorativo? Questo saranno soltanto i fatti a poterlo dimostrare in maniera concreta.

Fonte foto: https://pixabay.com/it/photos/computer-pc-sul-posto-di-lavoro-1185626/

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