Sigfrido Ranucci fa ricorso d’urgenza per Report, ma arriva la dura risposta della Rai: cosa rischia il giornalista.
Dopo le parole infuocate dopo la cacciata da Report, Sigfrido Ranucci ha chiesto il reintegro immediato al timone di Report. La Rai ha replicato con una mossa tutt’altro che conciliante, che potrebbe avere dei risvolti piuttosto negativi per il noto giornalista.

Il ricorso d’urgenza di Sigrido Ranucci contro la Rai
Nonostante sia soddisfatto della nomina di Claudia Di Pasquale come nuova conduttrice di Report, Sigfrido Ranucci non intende fare un passo indietro. Il suo desiderio, infatti, è quello di tornare al timone del programma a cui ha dedicato per anni grande attenzione, svolgendo inchieste piuttosto importanti.
Per questo motivo ha depositato contro la Rai il ricorso urgente. Una mossa che punta al reintegro del suo ruolo nell’ambito del programma di inchieste. Il Tribunale di Roma avrebbe dovuto accertare l’illegittimità del provvedimento emesso dall’azienda nei suoi confronti in data 28 agosto.
Una procedura urgente, considerata la scadenza del 27 settembre, data entro la quale, il conduttore deve scegliere quale accettare fra le tre proposte di lavoro avanzate dalla Rai.
La risposta della Rai: cosa rischia per il giornalista
Il ricordo d’urgenza di Sigfrido Ranucci ha provocato una reazione immediata nei vertici Rai. Mentre il giornalista sperava di tornare al timone di Report già all’inizio di questa stagione, l’azienda ha replicato con una mossa che potrebbe aprire nuovi scenari.
Stando a quanto svelato da Il Fatto Quotidiano, Viale Mazzini ha avviato un provvedimento disciplinare contro Ranucci. Il provvedimento, a quanto pare, punterebbe al suo licenziamento. Un’azione che metterebbe in risalto la volontà di spingere il giornalista fuori dalla Tv di Stato. Difatti dopo la mossa editoriale e il sollevamento dell’incarico di conduttore della trasmissione di Rai3, i vertici rai si starebbero avvalendo del piano disciplinare.
Dunque il giornalista rischierebbe il licenziamento. Tuttavia per essere effettiva questa misura deve poggiare su elementi concreti. Difatti va tenuto conto che i legali di Ranucci contestano alla Rai proprio la mancanza di elementi concreti per aver richiesto la sua rimozione.