Raffaella Carrà, il figlio adottivo parla per la prima volta: la bruttissima malattia e la decisione

Raffaella Carrà, il figlio adottivo parla per la prima volta: la bruttissima malattia e la decisione

Raffaella Carrà, parla per la prima volta il figlio adottivo Gian Luca Bulzoni: il racconto inedito sull’adozione in un’intervista a Il Corriere della Sera.

A cinque anni dalla sua scomparsa, emergono nuovi retroscena su una presunta lite tra Raffaella Carrà e Antonella Clerici. Nel frattempo, a distanza di alcuni mesi dalla rivelazione sull’esistenza di un figlio adottivo, Gian Luca Pelloni Bulzoni ha deciso di rompere il silenzio, raccontando per la prima volta cosa si celava davvero dietro la scelta della celebre showgirl di adottarlo.

Raffaella Carrà e la scoperta dell’esistenza del figlio adottivo

Molto riservata riguardo le vicende della sua vita privata, Raffaella Carrà ha sempre cercato di mantenere il massimo riservo su quanto accadesse al di fuori degli studi televisivi. Tuttavia non ha mai nascosto che le sarebbe piaciuto diventare madre. Un desiderio che ha cercato, seppur invano, di realizzare.

Ha scelto, però, di mantenere segreta la sua volontà di adottare Gian Luca Bulzoni, l’uomo che per anni le è stato accanto, prima come autista e guardia del corpo, e dopo come consigliere ed assistente personale. La showgirl si fidava ciecamente di lui, tanto da decidere di affidare il suo patrimonio ma anche la sua eredità artistica nelle sue mani.

Gian Luca Bulzoni parla per la prima volta

Solo qualche mese fa è emerso che Raffaella Carrà avesse un figlio adottivo. La notizia è venuta fuori in seguito ad una causa sui diritti d’autore della showgirl in cui Gian Luca Pelloni Bulzoni viene nominato come unico erede. A mesi di distanza dalla rivelazione, il 62enne ha scelto di parlare, in un’intervista a Il Corriere della Sera, per la prima volta di come sia avvenuta la sua adozione.

“Era il 22 aprile 2020, ci trovavamo nella sua casa all’Argentario quando le diagnosticarono una bruttissima malattia ha esordito. “Siamo tornati subito a Roma. Il 4 maggio i medici hanno spiegato a Raffaella che quello che aveva lei era uno dei tumori più aggressivi esistenti. Era stata per lei una botta tremenda questa scoperta” ha aggiunto, ripercorrendo le tappe della malattia.

“Una domenica eravamo in ufficio .La vedevo che scriveva e le chiesi ‘Raffaella cosa stai facendo?’ Lei mi ha risposto che stava scrivendo il suo testamento. Il giorno dopo, lunedì, davanti a Sergio Iapino mi chiamò in ufficio e mi disse: ‘Io ho deciso una cosa: per portare avanti tutto quello che ho fatto in questi anni. Conoscendoti e sapendo che tu sai tutto del mio lavoro, ho deciso di adottarti” ha raccontato.

La reazione dell’uomo è stata di stupore. Ha concluso: “Io le ho risposto che ci dovevo pensare perché mi ha preso veramente alla sprovvista. Lei disse: ‘va bene, ti lascio tutto il tempo che vuoi, basta che me lo dici subito’: una reazione tipica di come era lei. E a quel punto ho detto: ‘va bene’“.