Per molti tagliare la cipolla è un vero e proprio supplizio, ma vi siete mai chiesti perché fa piangere? La risposta vi sorprenderà.
Se c’è una certezza che quasi tutti hanno quando si mettono ai fornelli è che la cipolla fa piangere. Basta iniziare a tagliare per avvertire una sorta di pizzicore e in men che non si dica ci si ritrova con il volto rigato dalle lacrime, ma vi siete mai chiesti perché accade?
Perché tagliare la cipolla fa piangere
Cipolla, odio e amore: potremmo definire così il rapporto che quasi tutti hanno con questo bulbo. Il motivo, neanche a dirlo, è legato all’effetto che fa quando bisogna affettarla. Quanti riescono a non piangere durante il taglio? Pochi, se non pochissimi, a meno che non adottino alcuni accorgimenti. Se vi state chiedendo perché accade tutto ciò, sappiate che l’ortaggio sfrutta questo suo ‘potere’ per difendersi dagli attacchi esterni.
Sì, avete letto bene: è una forma di difesa. Quando viene danneggiata, in questo caso dal coltello, la cipolla rilascia una molecola molto volatile, il propantial-S-ossido. Chiamata anche “fattore lacrimogeno”, questa sostanza evapora velocemente, fino a raggiungere gli occhi e a provocare la lacrimazione.
La reazione chimica è causata proprio dalla lama del coltello, quindi dal taglio. E’ in questo momento, infatti, che le cellule intatte della cipolla rilasciano alcune molecole contenenti zolfo che fluttuano nel citoplasma. In quest’ultimo ci sono anche piccole sacche che contengono l’isoallinina, o precursore lacrimogeno. Quando si incontrano nasce prima l’acido sulfenico e poi il propantial-S-ossido.
Come non piangere durante il taglio delle cipolle
Ci sono diversi metodi evitare di piangere durante il taglio delle cipolle, esistono perfino dei particolari occhiali in stile “saldatore”. Se non volete arrivare a tanto, però, potreste utilizzare degli occhialini da piscina o una maschera da sub. In alternativa, potreste bagnare la lama del coltello prima di procedere con l’affettatura o tenere il bulbo in freezer per una decina di minuti prima dell’uso. Questo perché sia l’acqua che il freddo sono suoi ‘nemici’.
