Pandoro Gate, perché Chiara Ferragni è stata prosciolta (non assolta): le motivazioni del tribunale

Pandoro Gate, perché Chiara Ferragni è stata prosciolta (non assolta): le motivazioni del tribunale

Pandoro Gate, perché il tribunale ha deciso per il proscioglimento di Chiara Ferragni senza assoluzione. Le motivazioni del giudice.

Mentre Chiara Ferragni è volata via in Africa per una vacanza, sono state depositate le motivazioni ufficiali che spiegano uno dei casi mediatici più discussi degli ultimi mesi: il cosiddetto Pandoro Gate. Una vicenda che ha segnato profondamente l’immagine dell’imprenditrice digitale, chiarita ora punto per punto dal tribunale di Milano.

Pandoro Gate: perché è caduta l’accusa di truffa aggravata

Al centro del Pandoro Gate, ci sono le campagne promozionali legate al pandoro Balocco del Natale 2022 e alle uova di Pasqua collegate all’associazione Bambini delle Fate. Il nodo, però, non è solo comunicativo ma giuridico: capire perché il procedimento si sia concluso con un proscioglimento senza arrivare a una vera assoluzione.

La risposta dal tribunale di Milano sta in un elemento tecnico decisivo: la mancata applicazione dell’aggravante della “minorata difesa“. Secondo l’accusa, il pubblico sarebbe stato indotto all’acquisto credendo che il ricavato fosse destinato direttamente alla beneficenza, anche grazie al forte impatto mediatico della figura di Chiara Ferragni.

Il giudice, però, ha smontato questo impianto. Nelle motivazioni viene chiarito che il numero elevato di follower non rende automaticamente le persone vulnerabili o incapaci di giudizio. Il concetto è espresso in modo diretto: “Essere follower non significa diventare seguace alla stregua dei fedeli di un santone“.

Le campagne restano “ambigue”: le motivazioni del giudice

Se da un lato viene meno l’aggravante, dall’altro il tribunale non promuove affatto le campagne di Chiara Ferragni. Anzi, nelle motivazioni si sottolinea che i messaggi utilizzati erano “ambigue” e, in alcuni casi, “esplicative di un rapporto causale tra acquisto e donazione“.

Questo aspetto era già stato evidenziato dall’Antitrust. Tuttavia, senza l’aggravante della “minorata difesa“, il reato di truffa aggravata non può essere valutato nel merito dal tribunale penale. Ed è proprio qui che si inserisce il motivo del proscioglimento.

Le conseguenze, però, sono state tutt’altro che leggere. Nelle motivazioni si precisa chiaramente che gli imputati “non sono stati assolti” e che le loro condotte “non sono rimaste impunite“. Tra sanzioni economiche, risarcimenti e danno reputazionale, il prezzo del Pandoro Gate è stato già pagato fuori dall’aula penale.