In un’intervista a Fanpage, Naike Rivelli racconta uno scontro dietro le quinte di Verissimo con lo staff di Silvia Toffanin e critica la televisione italiana.
Mentre l’intervista saltata a Chiara Ferragni a Verissimo fa notizia, Naike Rivelli accende una nuova polemica contro Silvia Toffanin e il programma di Canale 5. In un’intervista senza filtri a Fanpage, la figlia di Ornella Muti racconta un episodio avvenuto nei camerini della trasmissione.
“Silvia Toffanin mi ha fatto bloccare nei camerini”
Naike Rivelli a Fanpage non ha dubbi: ciò che è accaduto a Verissimo è l’emblema di una televisione che non rispetta più le persone. L’episodio che racconta è preciso e diretto: “Silvia Toffanin mi ha fatto bloccare nei camerini perché avevo una collanina con la foglia di marijuana“.
A portare il messaggio non è stata la conduttrice in prima persona, ma il suo staff: “Mi ha mandato i suoi assistenti di Verissimo a dirmi che dovevo levarla prima dell’ingresso in studio“.
La figlia di Ornella Muti chiarisce subito il significato della collana: “Io ho 50 anni e non porto una foglia di marijuana al collo per promuovere gli stupefacenti: è il simbolo di un centro medico che aiuta i malati con svariate patologie“. Dopo che “c’è stata una lite, tanto che me ne ero andata dai camerini“, le viene concesso di entrare in studio con il ciondolo, e anche di spiegare pubblicamente perché lo indossa.
Ma la delusione arriva subito dopo: “L’ho fatto ma in seguito, subdolamente, hanno tagliato tutta quella parte“.
L’attacco di Naike Rivelli contro la TV
Per Naike Rivelli non è un caso isolato. Ma un metodo ormai diffuso in TV: “Sono contenitori dove la mia vita viene trasformata a uso e consumo del loro racconto trash“. La sua critica è rivolta apertamente al modo in cui i talk show – tra cui anche La Volta Buona – che costruiscono il racconto degli ospiti, manipolando emozioni e tagliando ciò che non serve allo spettacolo.
“A loro interessa soltanto farti piangere“, afferma con amarezza. Oggi, la figlia di Ornella Muti dichiara, accetta di partecipare ai programmi solo se può decidere cosa dire: “Posso andare ovunque, ma solo se posso dire quello che mi interessa dire, altrimenti non ci vado“. E conclude con un messaggio forte: “Anche per questo la televisione sta morendo“.
