Addio a Umberto Pizzi, morto a 88 anni: l’ultimo paparazzo della Dolce Vita che ha immortalato star e politica.
Dopo l’addio al “sultano della moda”, il mondo dello spettacolo piange oggi un altro volto che ha attraversato decenni di storia italiana. È morto Umberto Pizzi, fotografo e fotocronista conosciuto soprattutto come l’ultimo paparazzo della Dolce Vita. Dalle star della Hollywood sul Tevere ai protagonisti della politica, il suo obiettivo ha documentato per quasi sessant’anni personaggi e ambienti che hanno segnato epoche molto diverse del nostro Paese.
Addio a Umberto Pizzi, l’ultimo paparazzo della Dolce Vita
Nato a Zagarolo, in provincia di Roma, nel 1937, Umberto Pizzi aveva iniziato a lavorare come fotoreporter quando era ancora molto giovane. I primi incarichi lo avevano portato molto lontano da quella mondanità capitolina alla quale sarebbe poi rimasto indissolubilmente legato: per conto della Fao aveva lavorato tra Iran, Iraq, Turchia, Siria e Giordania.
Il capitolo che lo avrebbe reso celebre si apre però nella Roma degli anni Sessanta. Sono gli anni della Dolce Vita, delle serate in via Veneto, degli alberghi frequentati dalle celebrità e di una Capitale diventata punto d’incontro per alcuni dei più grandi nomi dello spettacolo internazionale.
Pizzi si muove proprio in questo ambiente con la sua macchina fotografica, riuscendo a immortalare protagonisti del cinema come Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Eduardo De Filippo e Roberto Rossellini. Il suo obiettivo incontra anche star internazionali del calibro di Elizabeth Taylor e Richard Burton.
Non erano solo “paparazzate” ma puntava su una reazione improvvisa, uno sguardo o un gesto potevano diventare il centro dello scatto.
Dalla Dolce Vita al Cafonal: la lunga carriera
Con il trascorrere degli anni, Umberto Pizzi non è rimasto confinato al mondo delle star. Negli anni Settanta e Ottanta il suo lavoro si è progressivamente esteso ad altri ambienti, portandolo a fotografare anche i protagonisti della politica, della cultura, dell’imprenditoria e della vita pubblica italiana. Nel 1988 è diventato giornalista pubblicista.
Una parte importante della sua attività è stata inoltre legata a Dagospia, dove è diventato il fotografo del Cafonal, mentre negli ultimi anni aveva collaborato anche con Il Fatto Quotidiano. La sua morte, arrivata a pochi giorni dal compleanno, chiude una carriera durata quasi sessant’anni.
Se n'è andato Umberto Pizzi. Con la sua macchina fotografica ha raccontato con grande maestria l'Italia di questi decenni, cogliendo il potere nell'attimo esatto in cui smetteva di mettersi in posa. Alla famiglia le mie condoglianze. pic.twitter.com/36vWRsKnso
— Sandro Gozi (@sandrogozi) September 29, 2026
