Michael Schumacher, Jean Todt svela un dettaglio finora ‘top secret’: cosa è successo negli ultimi istanti prima dell’incidente.
Mentre Kimi Antonelli continua a inseguire il sogno di riportare in Italia il titolo pilota del mondiale di Formula 1 dopo la splendida vittoria a Monza 2026, torna sotto i riflettori uno dei piloti che hanno scritto la storia di questo sport: Michael Schumacher. A quasi tredici anni dal terribile incidente sugli sci che ha cambiato per sempre la sua vita, è emerso un dettaglio rimasto finora lontano dai riflettori. A svelarlo è stato Jean Todt, storico dirigente della Ferrari, che ha raccontato cosa sarebbe accaduto negli istanti immediatamente precedenti alla caduta del campione tedesco.
Come sta Michael Schumacher: gli ultimi aggiornamenti
Era il 29 dicembre 2013 quando Michael Schumacher rimase vittima di un gravissimo incidente mentre sciava sulle piste di Méribel, in Francia. Una giornata che ha segnato profondamente la vita dell’ex pilota Ferrari e della sua famiglia, da allora particolarmente attenta a proteggere la sua privacy.
A distanza di quasi tredici anni, però, Jean Todt ha riportato l’attenzione su quanto accaduto. “Non è più lo stesso Michael che conoscevamo, ma è ancora qui“, ha spiegato, senza entrare nei dettagli delle attuali condizioni di salute dell’amico.
Il dettaglio ‘top secret’ sugli ultimi istanti prima dell’incidente
Intervenuto nel podcast En Toute Liberté, l’ex dirigente della scuderia di Maranello ha anche rivelato un dettaglio rimasto ‘top segret’ sugli ultimi istanti prima dell’incidente.
“Michael non guardava davanti a sé, stava guardando suo figlio, che era con un amico. Poi è scivolato su una roccia ed è andato a sbattere con la testa contro un’altra roccia“, ha dichiarato Jean Todt. Stando a questo racconto di Todt, dunque, Michael Schumacher avrebbe avuto lo sguardo rivolto verso il figlio Mick, presente quel giorno nella località sciistica insieme a un amico.
Si tratta di un particolare significativo, che tuttavia resta legato esclusivamente alla testimonianza dell’ex team principal della Ferrari. Le indagini effettuate dopo l’incidente, attraverso l’esame delle registrazioni della videocamera presente sul casco del campione, avevano permesso di ricostruire la dinamica della caduta.
Schumacher si trovava a circa otto metri oltre il confine della pista quando uno degli sci entrò in contatto con una roccia. Dopo aver perso l’equilibrio, il pilota cadde in avanti, riportando un violento trauma alla testa. Gli accertamenti non avevano individuato particolari responsabilità legate alla velocità, all’attrezzatura utilizzata o alla segnaletica.
