Che ci crediate o meno, se sognate un matrimonio perfetto dovete assolutamente fare il rito antipioggia: ecco cos’è e come funziona.
Tutti gli sposi, inutile mentire, sognano un matrimonio perfetto e la pioggia è una delle incognite che più preoccupa. Non a caso, la stagione più gettonata per le nozze è l’estate. Tuttavia, oggi sappiamo che questa scelta non mette al riparo da temporali improvvisi, talvolta veri e propri nubifragi. Considerando che il meteo non si può controllare, il rito antipioggia è l’unica ‘soluzione’.
Matrimonio: cos’è e come funziona il rito antipioggia
La pioggia può davvero rovinare il matrimonio: dalle fotografie al pranzo, passando per l’aperitivo e l’uscita dalla chiesa. Inutile girarci intorno, nessuna sposa (i maschietti sono meno attenti a questo aspetto), in barba al tradizionale proverbio che promette una cascata di fortuna negli anni a seguire, vorrebbe essere “bagnata”. Visto che il meteo è fuori dal controllo umano e che le previsioni a lungo termine non sono affidabili, vale la pena provare il rito antipioggia.
Stiamo parlando di una tradizione molto antica, nata nella cultura romana e ancora oggi molto in voga. Non solo nella Capitale, sembra che gli sposi arrivino da ogni parte d’Italia. Il meccanismo è molto semplice e l’indirizzo da memorizzare è uno: il Monastero delle Suore di Santa Maria in Cappella, nel cuore di Trastevere.
Questo convento è famoso in tutta Roma, non solo per il particolare rito antipioggia ma anche per le bellezze che contiene. Arte a parte, il funzionamento del rituale fonda su due donazioni. Le religiose, in cambio di una dozzina di uova fresche e di un’offerta libera in denaro, pregano affinché le nozze non siano “bagnate”.
Il rito antipioggia funziona?
Dopo aver ricevuto le uova fresche e l’offerta in denaro, le sorelle del Monastero di Santa Maria in Cappella pregano affinché il giorno delle nozze sia tempo bello. Non sappiamo quando è nata questa particolare usanza, ma sembra che a Roma sia stata tramandata per via orale di generazione in generazione.
Se vi state chiedendo se questo rituale funzioni davvero o meno, sappiate che le religiose non garantiscono il ‘miracolo’. Chiamatela superstizione o credenza popolare, fatto sta che si può credere o non credere, ma una cosa è certa: tentar non nuoce.
