Lisa Lelli, di origine toscana, cresce tra diverse città, da Bologna a Londra, da Valencia a Roma, dove vive da oltre vent’anni. Dal 2012 è moglie di Daniele Silvestri. Nel tempo ha affiancato all’attività artistica un percorso professionale legato alla progettazione creativa, alla comunicazione e alla costruzione di identità artistiche nel mondo musicale e audiovisivo.
Il percorso professionale di Lisa Lelli si distingue per la capacità di attraversare linguaggi diversi mantenendo una coerenza progettuale forte. Digitale, immagine, scena e spazio non sono ambiti separati, ma parti di un unico sistema narrativo che nel corso degli anni ha trovato applicazione in contesti musicali, audiovisivi ed eventi dal vivo, in particolare all’interno dei progetti legati alla carriera artistica di Daniele Silvestri, con cui collabora stabilmente da molti anni.
Accanto al lavoro di progettazione visiva e organizzativa, il percorso di Lisa Lelli include un’attività pluriennale e riconosciuta come autrice di testi satirico-politici e di denuncia sociale. In questo ambito collabora a progetti che intrecciano scrittura, musica e teatro civile, lavorando anche con figure centrali del giornalismo e della cultura italiana come Curzio Maltese e Serena Dandini. Un’esperienza che si colloca nella tradizione della satira d’autore e del teatro-canzone e che trova un riconoscimento significativo nel ricevere come coautrice dei testi il Premio Gaber, a conferma della solidità e dell’impatto di questo versante del suo lavoro.
Il suo lavoro prende forma inizialmente nel mondo del web, in una fase in cui le piattaforme digitali erano ancora strumenti sperimentali. Lisa Lelli intuisce molto presto le potenzialità di questi ambienti e ne fa un terreno di progettazione creativa. Trasforma il sito ufficiale del cantante romano in uno spazio editoriale dinamico, avvia esperienze di trasmissione in diretta dei concerti quando la tecnologia non rendeva ancora queste pratiche immediate, e costruisce una presenza sui social network che cresce rapidamente fino a diventare una comunità ampia e attiva. Le fotografie e i filmati realizzati direttamente dal palco, in particolare quelli dei momenti finali dei concerti, contribuiscono a definire uno stile riconoscibile, che negli anni successivi viene adottato e replicato anche da altri artisti.
Parallelamente, il suo ruolo si estende alla gestione dell’immagine in senso pieno. Lavorare sull’immagine significa assumersi una responsabilità complessa: tenere insieme identità artistica, comunicazione pubblica e coerenza visiva. In questo ambito, Lisa Lelli affianca la dimensione creativa a quella organizzativa, occupandosi del coordinamento della comunicazione e delle campagne promozionali che accompagnano i progetti discografici e live del cantautore. Questo lavoro porta anche a un riconoscimento pubblico per una strategia social premiata a livello nazionale in occasione di un’edizione del Festival di Sanremo, a conferma di un approccio che unisce visione, metodo e capacità esecutiva.
Nel tempo, questa competenza trasversale conduce Lisa Lelli ad assumere funzioni di coordinamento sempre più ampie, fino a ricoprire un ruolo centrale nella gestione di una fase di transizione professionale dei suoi assistiti. In quel periodo contribuisce in modo decisivo alla nascita e allo sviluppo del progetto del Trio Fabi Silvestri Gazzè, occupandosi della promozione e dell’art direction complessiva dell’iniziativa. Parallelamente, nello stesso arco temporale, ricopre anche il ruolo di manager di Daniele Silvestri. È un passaggio che evidenzia una qualità ricorrente del suo lavoro: la capacità di mettere in relazione persone, competenze e visioni, costruendo assetti di lavoro solidi e funzionali.
Questa esperienza consolida ulteriormente il suo ruolo come figura di raccordo tra creatività e struttura. Lisa Lelli opera spesso come regista dei processi, accompagnando artisti e progetti in fasi delicate di trasformazione professionale e contribuendo a definire assetti di lavoro sostenibili nel corso degli anni. Il suo intervento non riguarda solo i contenuti, ma anche la costruzione di un metodo condiviso, capace di tenere insieme visione artistica, organizzazione e comunicazione.
Un altro asse fondamentale del suo percorso riguarda il lavoro sul visivo e la costruzione di reti creative. Lisa Lelli è spesso all’origine di collaborazioni che diventano strutturali: fotografi, art director, designer, videomaker. Contribuisce alla definizione di team creativi impegnati nella realizzazione di loghi, copertine, locandine, servizi fotografici e materiali promozionali, selezionando i collaboratori sulla base di una ricerca di affinità progettuale più che di tendenza. Da questi incontri nascono anche videoclip e contenuti audiovisivi premiati, oltre a una produzione costante di materiali di backstage, teaser e visual.
Il suo intervento si estende inoltre alla progettazione dei contenuti visivi per i tour. Sempre nel caso dell’assistito Daniele Silvestri contribuisce infatti allo sviluppo di visual e materiali video utilizzati dal vivo in produzioni come S.C.O.T.C.H. e Il Padrone della Festa. Anche in questo ambito, il lavoro non si limita all’esecuzione, ma riguarda la costruzione di un linguaggio coerente tra musica, immagine e scena.
Negli anni più recenti, questo percorso confluisce naturalmente nel lavoro sugli allestimenti di luoghi ed eventi legati alla dimensione live. La scena diventa spazio da abitare, non superficie da decorare. Nei concerti, la scelta di ricreare ambienti intimi e operativi, come uno studio di registrazione, traduce visivamente un’idea precisa di musica e di relazione con il pubblico. La scenografia non cerca l’effetto, ma costruisce un contesto narrativo che sostiene l’esperienza e rafforza il senso del progetto artistico.Guardando ai progetti nel loro insieme, emerge una figura professionale difficilmente riducibile a un solo ruolo. Lisa Lelli lavora come art director, allestitrice, coordinatrice, consulente e progettista, con una competenza che nasce dall’intreccio tra visione creativa e capacità di attivare processi. Il suo contributo si misura nella solidità dei progetti che attraversa, nella continuità delle collaborazioni e nella capacità di dare forma a racconti complessi, rendendoli leggibili attraverso immagini, spazi e relazioni.
