Intervista Esclusiva di Donna Glamour all’Attore e Regista Pietro Genuardi

Pietro Genuardi è un attore e regista di grandi qualità e con una grossa esperienza di recitazione alle spalle maturata anche nei 13 anni di interpretazione di Ivan Bettini nella soap Centovetrine.

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A gennaio è andata in onda su Canale5 la fiction “ Il peccato e la vergogna 2” dove il tuo ruolo è quello di Lamarcellier, un impresario discografico francese. Ti rivedremo anche nella terza stagione? “Il peccato e la vergogna 2” è un prodotto che ha avuto un grande riscontro da parte del pubblico perchè è realizzato molto bene, è uno dei punti di forza di Canale5 per quanto riguarda la prima serata e mi auguro di avere l’opportunità, come promesso e preventivato, di rientrare nella terza serie.

Presto uscirà in tv la fiction “Solo per amore”, una produzione in dieci puntate con Antonia Liskova, Massimo Poggio e Kaspar Capparoni, in cui tu presti il volto a Sandro Alfieri, il cattivo della serie. Il ruolo del cattivo sembra proprio che non ti si schiodi di dosso. Tu come ti trovi nell’interpretarlo? Mi trovo molto bene, magari mi facessero fare tutti i ruoli dei cattivi del cinema italiano, sarei ben felice. Ho sempre affermato che avere l’opportunità di ammazzare senza essere un assassino, rubare senza essere un ladro, commettere atti deplorevoli senza essere caratterialmente un soggetto che compie questo tipo di azione mi da una grande soddisfazione. L’eroe romantico non ho mai potuto interpretarlo perchè non avevo le caratteristiche per farlo, nella mia lunga esperienza in Centovetrine ho avuto anche modo di avere sfaccettature molto romantiche legate alla passione; me la sono sempre cavata molto bene e mi ha fatto piacere scoprirle. Certo è che il cattivo ha sempre un fascino maggiore e poi il ruolo interpretato in “Solo per amore” è quello del cattivo che compie azioni assolutamente indicibili ed è stato molto divertente interpretarlo.

Quali sono il regista e l’attore/attrice con cui Pietro Genuardi vorrebbe lavorare? In “Solo per amore” ho riscoperto amici come Kaspar Capparoni e Antonia Liskova che sono attori straordinari con cui mi sono trovato sempre molto bene tanto che con Antonia era il terzo film che facevo, per lei ho un affetto molto sincero. Ho poi scoperto un Massimo Poggio meraviglioso dal punto di vista teatrale e straordinario come uomo, ho lavorato con Valentina Cervi che comunque ha l’autorevolezza di essere una persona che non si è dedicata solo a fiction televisive ma anche al cinema ed è una persona con cui mi sono trovato molto bene. Dire che ambirei a lavorare con qualcuno in particolare non è vero, vorrei interpretare ruoli interessanti e stimolanti, quella è la cosa che più mi preme.

Quali sono i tuoi progetti di regista e attore per il futuro? In questo momento non ho progetti e sono in attesa di trovare qualcosa di interessante da fare per il futuro. Per ora ho abbandonato la produzione teatrale e la scrittura in teatro perchè non essendo un periodo molto florido non me la sento di investire tempo e denaro che mi potrebbero dare grande soddisfazione dal punto di vista professionale ma che recentemente hanno minato il mio conto corrente in banca; è un periodo dove bisogna stare accorti.

Cosa consiglieresti ai giovani che, come tuo figlio, hanno la passione per il mondo del Cinema e della Tv? Credo che mio figlio in questo momento stia operando nella maniera più corretta. Ha studiato per due anni alla New York Accademy e si è diplomato come regista; in questo momento sta facendo l’assistente di volo per una compagnia aerea perchè ha ritenuto fosse bene non fare parte di quel 45% di disoccupazione che c’è in Italia. Sta facendo una bella esperienza per ottenere buoni risultati e sta portando avanti una progettualità diversa rispetto a quello che riguarda il lavoro del regista piuttosto che dello sceneggiatore. Quello che consiglio ai giovani d’oggi è di perseguire quelli che sono i propri sogni e desideri cercando di fare attenzione anche a quello che è la sicurezza economica.

Intervista Esclusiva di Donna Glamour all'Attore e Regista Pietro Genuardi
Intervista Esclusiva di Donna Glamour all’Attore e Regista Pietro Genuardi

Fin’ora hai recitato sempre accanto a donne bravissime e bellissime. Ti sei mai innamorato sul set? Sempre, tutti i giorni. Ogni volta che incontro una mia collega di lavoro provo una forte passione. Ho sempre avuto la grande fortuna di avere un ottimo rapporto con i colleghi e questo esula dal rapporto professionale; è il piacere di condividere un momento della propria vita e di stare insieme sul set anche 10 ore al giorno. Sul set era inevitabile che ci fosse un’attrazione piacevole nei confronti l’uno dell’altra ma che questo si sia poi concretizzato ti direi un’eresia dicessi si. Al contrario di quello che pensano le persone che non appartengono al nostro mondo, il nostro ambiente è molto più sano di quello che si creda. Se ci deve essere amore sul set per il proprio compagno capita raramente che poi sfoci in vero amore fuori dal set anche perchè solitamente queste donne bellissime sono piacevolmente accompagnate e sono molto serie moralmente.

Nella vita di tutti i giorni come conquisti una donna? Come la conquisto non lo so, la regola fondamentale è evitare la menzogna e l’ipocrisia.

Quali sono le passioni di Pietro Genuardi? La mia passione più grande, è una cosa totalmente antipopolare, sarebbe quella di spendere soldi. La mia soddisfazione più grande sarebbe quella di utilizzare e far girare il denaro, non per il possesso bieco della cosa. In questo momento della storia è fondamentale la condivisione dei patrimoni; bisognerebbe essere messi nella condizione di poter spendere per risollevare l’economia dell’Italia. Sembra un discorso antipopolare se viene interpretato male nell’accezione in cui mi sto esprimendo ma assolutamente reale se si affronta il discorso dal punto di vista economico. La gente dovrebbe essere educata a spendere e a far girare l’economia. Oltre ad essere una passione perchè ti permette un agio diverso è proprio una partenza a cui nessuno pensa ma che sarebbe necessaria per ingranare una marcia di sviluppo e progresso in Italia. Ironizzo ma secondo me l’elemento fondamentale sarebbe dare più possibilità a tutti di condividere con gli altri gli acquisti, la distribuzione dei capitali, pochi o tanti che siano.

Pietro Genuardi è impegnato nel sociale? L’impegno del sociale credo faccia parte di ogni individuo; il problema grosso è che se ti impegni nel sociale per ottenere un rendiconto o per ottenere un risultato fine ad un tuo interesse personale non va bene. Quello è quell’impegno sociale a cui siamo molto spesso abituati quando vediamo la tv o sentiamo parlare di grandi opere di beneficenza. L’impegno sociale è soggettivo e io lo divulgo dal punto di vista degli argomenti che decido di affrontare. Sono molto sensibile alla violenza sulle donne, alle scelte fatte da un governo piuttosto che da un altro. L’impegno sociale è quello di avere una propria opinione ed esprimere senza paura e vergogna quelle che sono le proprie opinioni rispetto un argomento piuttosto che ad un altro. Questo per me è l’impegno sociale: essere vivo e vivere intensamente la vita di cittadino che comunque si deve adoperare costantemente e quotidianamente con tutte le persone che interagiscono con te e con quelle con cui ti confronti tutti i giorni. Non sono un qualunquista e nemmeno uno che pensa solo al proprio orticello.

Ti piace il mondo della moda? Mi piace tantissimo la moda ma non sono un fashion victims. Non mi compro abiti da molto tempo ma sono uno che ama il bello, si entusiasma di fronte alle nuove idee, all’idea che qualcuno impieghi del tempo, denaro e energie per far risultare nel quotidiano donne e uomini più attraenti e più belli possibili. Sono un grande sostenitore del Made in Italy, non solo per la moda ma per il design e per l’architettura. Apprezzo molto e mi piace condividere quelle che sono le mie idee rispetto a queste forme di arte.

Quali sono gli stilisti preferiti di Pietro Genuardi? Amo in particolar modo la moda maschile di Etro perchè la trovo giustamente trasgressiva pur mantenendo comunque un’eleganza di base e per quanto riguarda la moda femminile mi piace Armani. Apprezzo molto gli accessori femminili e penso che se anche una donna indossa un tubino nero dozzinale bastano una bella borsa e delle belle scarpe per fare comunque bella figura. Non frequento spesso le sfilate di moda ma quando mi invitano e ci vado rimango affascinato più che dagli abiti, dalle modelle.

Ringraziamo Pietro Genuardi per l’intervista e vi consigliamo di seguirlo sulla sua pagina Facebook e Twitter.