Gli adolescenti oggi maturano esigenze che un tempo non si sarebbero prese in considerazione.

Tra viaggi, acquisti online, desiderio di una maggiore autonomia nella gestione di un proprio fondo, questi e altri elementi contribuiscono a far sì che un genitore decida di attivare una carta di credito per il proprio figlio, anche se ancora minorenne.

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Figli carta di credito

Carte di credito per minorenni: se esistono e cosa sono

In realtà, non è possibile associare a un minorenne una vera e propria carta di credito; bensì, potrà possedere, nello specifico, una o più carte prepagate, ossia delle carte di debito. Non essendo associata a nessun conto corrente, ma unicamente ai fondi preventivamente caricati sulla prepagata, quest’ultima si rivela utile per acquisti presso store fisici e online, ma è comunque limitata e vincolata alla somma versata in precedenza.

Il servizio è dunque l’ideale per tutti quei soggetti che non sono ritenuti finanziariamente affidabili o che non possono avere un conto corrente (proprio come i minorenni). Per queste stesse ragioni, il ruolo del genitore nell’attivazione di una carta di debito è irrinunciabile e, allo stesso tempo, molto delicato.

Solitamente, l’attivazione di queste carte interessa i figli adolescenti che, con l’approvazione e l’accompagnamento di un genitore, selezionano quella che più si adatta alle proprie esigenze e ai propri bisogni concreti. In genere, comunque, si parla di ragazzi che hanno compiuto i 14 anni e che possono cominciare a cogliere le possibilità offerte da una carta di debito loro assegnata.

Vantaggi e svantaggi di una carta prepagata

Come ogni opportunità, la possibilità di attivare per il proprio figlio adolescente una carta di debito offre dei pro e dei contro da valutare attentamente. Iniziando dai vantaggi, vanno certamente considerate le occasioni concrete in cui il proprio figlio potrebbe avere bisogno di un piccolo deposito cui attingere in autonomia per le proprie spese.

Si fa qui riferimento a viaggi-studio in luoghi più o meno lontani o, ancora, campi estivi e spostamenti più o meno importanti che possono richiedere una certa autonomia da parte dell’adolescente, che in quel particolare contesto non può certo rivolgersi ai genitori a casa.

Lasciandosi alle spalle la distanza geografica, avere a disposizione una carta di debito può rivelarsi importante per il proprio figlio, che non avrà ragione di spostarsi con molto denaro liquido addosso: elemento, questo, che conferisce una maggiore sicurezza e tranquillità sia ai genitori che ai figli.

Entrando nel vivo della questione, inoltre, si pone il delicato problema di come permettere al proprio figlio di gestire autonomamente il fondo che gli viene assegnato, in una varietà di contesti che comprende non soltanto le spese necessarie, ma anche quelle di piacere, da effettuare presso store fisici o online. Se da un lato può sembrare rischioso dare al proprio figlio la libertà di spendere i fondi che gli sono stati caricati sulla prepagata, dall’altro si può davvero vedere l’attivazione di una carta di debito come un’irrinunciabile opportunità di crescita e responsabilizzazione.

Se da un lato l’attivazione di una carta può comportare un’emancipazione del proprio figlio, dall’altra parte questo stesso gesto può servire anche a cementare il rapporto con l’adolescente alle prese con le sue prime spese autonome. Questo legame può passare attraverso un’autentica educazione finanziaria da impartire al proprio figlio (sottolineando l’importanza di risparmiare e distinguere le spese necessarie dai capricci più dispendiosi) e, allo stesso tempo, anche per un controllo oculato del suo operato.

In quest’ultimo caso, infatti, una pratica abbastanza diffusa è quella di associare la prepagata del figlio a un’app sullo smartphone del genitore, corredando il tutto con la decisione di limitare il contante prelevabile, le spese effettuabili e l’importo ricaricabile: in questo modo, grazie a un più attento controllo genitoriale, entrambe le parti in causa potranno cogliere la possibilità di crescere. Il figlio migliorerà in responsabilità ed educazione, grazie anche alla consapevolezza di essere osservato nelle sue prime scelte di spesa; nel genitore, invece, cresceranno la stima e la fiducia per il figlio, se questi riuscirà ad assumere e mantenere un atteggiamento maturo.

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