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Gigi D’Alessio, la causa in Tribunale finisce male: ecco la decisione del giudice

Gigi D'Alessio

Gigi D’Alessio perde il primo round in tribunale contro la sua ex casa discografica: ecco cosa ha deciso il giudice.

Dopo la notizia che ha visto protagonista Fabrizio Corona con una nuova vicenda giudiziaria, anche Gigi D’Alessio finisce al centro delle cronache per una decisione arrivata dal Tribunale di Napoli. Il cantautore partenopeo ha infatti perso il primo grado della causa avviata contro la sua ex casa discografica, con cui aveva pubblicato i primi album della sua carriera. Ecco cosa hanno stabilito i giudici.

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Gigi D’Alessio perde la causa sui diritti dei suoi primi sei album

La vicenda, come riportato da Corriere.it, riguarda il rapporto professionale che Gigi D’Alessio aveva instaurato con la Zeus Record srl tra il 1992 e il 1998. Periodo in cui vennero pubblicati i primi sei album del cantante. Parallelamente alla realizzazione di quei dischi, l’artista aveva sottoscritto anche alcuni contratti di edizione musicale, insieme ai relativi bollettini Siae, riguardanti le opere contenute negli album.

Negli anni successivi il cantautore ha deciso di portare la questione davanti al Tribunale di Napoli, chiedendo che quei contratti venissero annullati oppure risolti. Secondo la sua ricostruzione, vi sarebbero stati diversi inadempimenti da parte dell’ex editore, tra cui “la mancanza di rendiconto, l’assenza di compensi specifici per i diritti di sincronizzazione (come l’abbinamento dei brani alle immagini cinematografiche o televisive) e una presunta inerzia della società nella promozione delle sue opere“.

I giudici, però, hanno respinto integralmente questa tesi. Nella sentenza hanno precisato che il contratto di edizione musicale costituisce una cessione dei diritti di sfruttamento economico dell’opera e non un mandato.

La sentenza del Tribunale di Napoli e cosa succede ora

Secondo il Tribunale, gli accordi firmati tra Gigi D’Alessio e la Zeus srl risultano validi ed efficaci. I magistrati hanno ritenuto che i contratti prevedessero una precisa controprestazione economica, collegata alle percentuali spettanti sui “diritti di pubblica esecuzione e fonomeccanici“. Regolarmente denunciati e ripartiti attraverso la Siae.

La decisione del Tribunale di Napoli non è comunque definitiva: il cantante e i suoi legali potranno scegliere di impugnare la sentenza davanti alla Corte d’Appello.

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ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2026 18:19

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