Fabrizio Corona accusato di bancarotta fraudolenta: arriva la decisione del tribunale di Milano. Ecco cosa hanno stabilito i giudici.
Mentre Alfonso Signorini torna a parlare dopo lo scandalo, per Fabrizio Corona arriva una novità importante sul fronte giudiziario. L’ex fotografo dei vip è finito al centro di un procedimento per bancarotta fraudolenta legato a una sua vecchia società. Dopo le indagini e la richiesta presentata dalla difesa, i giudici di Milano hanno preso una decisione.
Fabrizio Corona accusato di bancarotta: la decisione del tribunale
Il tribunale di Milano ha accolto l’istanza di patteggiamento presentata dalla difesa di Fabrizio Corona. A pronunciarsi sono stati i giudici della seconda sezione penale.
Il procedimento riguarda la Fenice srl, ex società dell’agente fotografico poi fallita. Al centro delle indagini del pubblico ministero è finita la vecchia casa di Corona in via De Cristoforis, a Milano.
Secondo l’accusa, l’abitazione sarebbe stata intestata “fittiziamente” a un collaboratore. In questo modo, l’immobile sarebbe stato sottratto al patrimonio della società prima del fallimento.
Il legale Ivano Chiesa aveva proposto un patteggiamento a 10 mesi. Dopo il parere favorevole della procura, è arrivato anche il via libera dei giudici. La pena è stata convertita in una sanzione pecuniaria.
Corona ha inoltre già versato circa 40mila euro all’Agenzia delle Entrate come risarcimento. La pena è stata concordata in continuazione con una precedente condanna definitiva per il crac di un’altra delle sue società.
Anche la madre di Fabrizio Corona coinvolta nel processo: cosa rischia
Nello stesso procedimento è imputata anche Gabriella Privitera, madre di Fabrizio Corona. La sua posizione, però, è diversa da quella del figlio.
Durante il rito abbreviato, il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione della donna. Secondo il pm, infatti, Privitera sarebbe stata “inconsapevole” di essere l’amministratrice della società di Corona.
La decisione sulla madre dell’ex fotografo dei vip non è ancora arrivata. La sentenza è attesa per il prossimo 15 settembre, quando i giudici si pronunceranno sulla sua posizione.
