L’antibiotico Zitromax, utilizzato dai medici di base come cura contro il Covid-19, è diventato introvabile in Italia. Ecco come risponde l’Aifa a questo fenomeno.

È caccia al farmaco per milioni di italiani che non trovano più in farmacia lo Zitromax, un antibiotico il cui utilizzo è indicato per contrastare eventuali complicanze nei malati Covid dovute a batteri. Con la forte impennata dei contagi dovuta alla variante Omicron, ogni scatola di farmaco è terminata, e non ci sono al momento versioni generiche o formule di preparati equivalenti.

Un evento assurdo, che testimonia il panico che si sta generando in queste settimane a causa del Covid-19, che corre veloce in questa nuova variante. La difficoltà a trovare lo Zitromax è inspiegabile, ma potrebbe essere condotta anche al fatto che molte persone prima di contrarre il virus hanno fstto scorta, per paura di rimanere senza.

Il problema è che l’antibiotico non è una cura generica contro il Covid-19, ma solo quando nel paziente si forma una complicanza dovuta a batteri.

L’Aifa, infatti, raccomanda l’utilizzo dell’azitromicina solo nei casi Covid in cui vi sia il fondato sospetto di una contestuale infezione batterica e dice: “L’assenza di prove di efficacia nel trattamento di pazienti Covid-19 non consente di raccomandare l’utilizzo dell’azitromicina, da sola o associata ad altri farmaci con particolare riferimento all’idrossoclorochina, al di fuori di eventuali sovrapposizioni batteriche”

L’infezione da Covid-19, infatti, non si cura con l’antibiotico, il cui utilizzo è indicato solo quando l’evoluzione delle condizioni del paziente lascia supporre la comparsa di un’infezione dovuta da un batterio.

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Ultimo aggiornamento: 13-01-2022


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