Corbevax: cos’è e come funziona il vaccino senza brevetti, sviluppato in Texas per aiutare i Paesi più poveri.

La lotta contro la pandemia da Covid si arricchisce di un nuovo protagonista, almeno nel campo dei vaccini. Dopo Pfizer, Moderna, AstraZeneca, Johnson&Johnson e tutti gli altri che già abbiamo imparato a conoscere, è arrivato sul mercato Corbevax. Un vaccino che promette di ‘salvare il mondo’. Si tratta infatti, a differenza degli altri, di un vaccino sviluppato ‘liberamente‘ e dal prezzo molto economico: una dose dovrebbe costare la metà rispetto ad AstraZeneca, un quinto e un settimo rispetto a Pfizer e Moderna. Anche per questo, potrebbe essere adottato dai Paesi in maggior difficoltà economica. Ma come funziona e in cosa differisce rispetto a quelli già in circolazione?

Cos’è Corbevax, il nuovo vaccino ‘economico’

Sviluppato presso il Children’s Hospital Center for Vaccine Development di Houston attraverso lo stanziamento di ‘soli’ 7 milioni di dollari frutto di finanziamenti arrivato soprattutto dai privati (pochi rispetto ai miliardi spesi per sviluppare gli altri), è già stato autorizzato in India sul finire dello scorso anno. La peculiarità di questo siero è che è stato reso liberamente disponibile, senza alcun brevetto, a un’azienda farmaceutica indiana, che potrà quindi anche produrlo e distruibuirlo nel Paese senza dover pagare nulla in termini di diritti.

Vaccino Covid-19
Vaccino Covid-19

A rendere questo vaccino tanto economico, ma comunque efficace, è la semplicità di produzione e stoccaggio, che permetterebbe, almeno in teoria, di poterlo produrre localmente anche nei Paesi meno sviluppati. In quest’ottica diventerebbe una soluzione importante per poter proteggere i popoli degli Stati che non riescono a garantire l’acquisto di un numero importante di dosi dei vaccini autorizzati.

Come funziona Corbevax

Il nuovo vaccino è basato su tecnologie già note da tanti anni. Viene infatti realizzato attraverso la fermentazione microbica nel lievito, come il vaccino per l’epatite B. In tal senso, rientra in quei vaccini definiti tecnicamente a ‘sottounità proteica ricombinante’, come Novavax, uno degli ultimi vaccini ad essere stati autorizzati dall’Agenzia europea del farmaco.

Al suo sviluppo ha partecipato anche una ricercatrice di origini italiane, Maria Elena Bottazzi, co-direttrice del Centro per lo Sviluppo di Vaccini del Texas Children’s Hospital, in collaborazione con Peter J. Hotez, virologo e condirettore dell’istituto. Come altri vaccini di questo tipo, sarebbe eccellente sotto il profilo della sicurezza, e anche lo studio condotto in India negli ultimi mesi avrebbe dato risultati molto buoni per quanto riguarda gli effetti collaterali.

Dose vaccino
Dose vaccino

Secondo quanto riportato da due studi clinici già pubblicati e sottoposti a una review, il vaccino avrebbe dimostrato un’efficacia superiore al 90% sul Coronavirus originario, e superiore all’80% sulla variante più diffusa, la Delta. In questi giorni si sta lavorando per testarne l’adeguatezza contro Omicron, come spiegato dalla stessa dottoressa Bottazzi al quotidiano El Pais. Stando a questi numeri, l’ottimismo sarebbe dunque giustificato. Rimangono però alcuni dubbi e zone d’ombra che devono essere chiarite.

Le critiche al vaccino Corbevax

Da alcuni esponenti della comunità scientifica arrivano le prime perplessità su questo vaccino. Il motivo sta soprattutto nel basso numero di soggetti coinvolti fino a questo momento nelle sperimentazioni. I numeri resi noti dall’azienda indiana che lo sta producendo non sarebbero dunque per il momento attendibili. Prima di mostrare ottimismo, serviranno i dati clinici di fase III.

Inoltre, c’è un altro aspetto da considerare. Un problema messo in luce da James Krellenstein dell’organizzazione per l’equità sanitaria PrEP4All al Washington Post: “Forse questo vaccino sarà fantastico, forse non lo sarà, ma la scienza, soprattutto quando riguarda la salute pubblica, si basa sull’analisi obiettiva dei dati aperti, non fidandosi della parola di un produttore di vaccini con un interesse acquisito nel prodotto sottostante“. Infatti, al contrario del Texas Children’s Hospital, l’azienda indiana che lo ha acquistato avrebbe un interesse anche economico nella sua produzione e distribuzione. E questo contribuisce a rendere l’intera comunità scientifica sospettosa.

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Ultimo aggiornamento: 19-01-2022


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