Chi è Spartaco Salvatori, condannato all’ergastolo per il femminicidio di Silvana Aru

Chi è Spartaco Salvatori, condannato all’ergastolo per il femminicidio di Silvana Aru

Spartaco Salvatori, ecco chi è il responsabile del femminicidio di Silvana Aru, la settantenne uccisa a martellate il 13 ottobre 2023.

Il nome di Spartaco Salvatori è legato ad un caso di femminicidio, una rapina finita in tragedia, che vede come vittima una donna uccisa a martellate nella sua abitazione a Roma (zona Prato Fiorito / Tor Bella Monaca) il 13 ottobre 2023. Scopriamo di più su di lui e sul caso di cronaca.

Biografia e carriera di Spartaco Salvatori

Spartaco Salvatori è un cittadino romano – o comunque residente nella periferia est di Roma, zona Tor Bella Monaca / Prato Fiorito – nato intorno al 1985 (aveva 38 anni al momento dei fatti del 13 ottobre 2023). Non esistono biografie dettagliate su di lui oppure informazioni sulla sua vita privata, perché è emerso mediaticamente solo a seguito dell’omicidio di Silvana Aru. I dati disponibili sul suo conto, derivano quasi esclusivamente dalle cronache giudiziarie e processuali.

Per quanto riguarda la sua attività professionale, nel delineare il suo profilo si è scoperto che svolgeva piccoli lavori edilizi e di manutenzione nella zona: muratura, interventi idraulici o simili. Si è rilevato un impegno non in un’attività imprenditoriale strutturata o un’occupazione stabile documentata pubblicamente: si è fatto riferimento al suo lavoro occasionale e manuale del quartiere.

Non risultano da fonti pubbliche precedenti penali rilevanti, dettagli su famiglia di origine, istruzione o altri aspetti della sua giovinezza. Le informazioni su di lui, restano limitate a quanto emerso da indagini e processo.

Omicidio di Silvana Aru: processo e condanna

Amico di lunga data di uno (o più) dei figli della signora Aru, frequentava l’abitazione della donna da tempo, motivo per cui gli aprì la porta senza sospetti. Si presentò a casa di Silvana Aru con attrezzi da lavoro, incluso il martello usato come arma del delitto, fascette ed altro materiale per riparazioni idrauliche, adducendo la necessità di un intervento o di consegnare dei soldi.

Silvana Aru, originaria di Fluminimaggiore (Sardegna), aprì la porta a Salvatori, che svolgeva piccoli lavori in zona. Secondo l’accusa, il movente era una rapina: voleva rubarle denaro ed oggetti preziosi. Nel suo zaino furono trovati il martello insanguinato, gioielli, un anello della vittima, un coltello, fascette ed il telefono della donna.

Silvana reagì, e lui la colpì ripetutamente alla testa ed al corpo con un martello da lavoro. La donna restò in vita per più di 40 minuti, per poi morire davanti agli occhi di suo figlio. I vicini sentirono urla e rantoli, e chiamarono i soccorsi. Il figlio, insieme ad amici, trovò la madre in una pozza di sangue e Salvatori ancora in casa, in stato confusionale.

I carabinieri di Tor Bella Monaca / Nucleo investigativo di Frascati, lo hanno arrestato in flagranza, la sera del 13 ottobre 2023. Al momento dell’arresto, l’uomo risultava in stato confusionale, con possibili tracce di assunzione di sostanze stupefacenti (alcune ricostruzioni parlano di cocaina o stupefacenti in generale). Spartaco Salvatori fu quasi linciato da parenti ed amici della vittima, che lo costrinsero a spogliarsi e lo minacciarono di buttarlo dalla finestra. Ma l’intervento delle forze dell’ordine evitò che la situazione degenerasse.

Processo e sentenza: Salvatori si è sempre dichiarato innocente, sostenendo di aver trovato la donna già ferita o che due sconosciuti fossero entrati e l’avessero aggredita mentre lui lavorava. Il movente attribuito dall’accusa è economico – rapina di soldi e gioielli – con ipotesi secondarie, non confermate, legate a: debiti, usura o contesti di spaccio legati all’ambiente della famiglia della vittima.

La Corte d’Assise di Roma lo ha condannato all’ergastolo, con sentenza emessa nel marzo 2026, da parte sua la difesa ha annunciato appello.

Vita privata di Spartaco Salvatori

Le informazioni sul fronte della sfera personale e privata di Spartaco Salvatori sono scarse e non ufficiali. Non è disponibile nessuna menzione pubblica di: moglie, compagna, figli o altri familiari stretti nei resoconti del caso.

Dove viveva?

Spartaco Salvatori era residente o comunque strettamente legato alla periferia est di Roma, in particolare alla zona di Tor Bella Monaca / Prato Fiorito (Municipio VI delle Torri, area tra Colle del Sole, Nuova Ponte di Nona e Borghesiana).

Curiosità su Spartaco Salvatori

– Questo caso di cronaca ha suscitato forte sconcerto ed indignazione a livello locale e nei media romani, soprattutto per la violenza sproporzionata su un’anziana, e per il fatto che l’autore fosse un amico di famiglia. Le cronache hanno sottolineato l’orrore del massacro ed il tradimento della fiducia: la donna gli aprì la porta perché lo conosceva.

– Vicini e parenti della vittima reagiscono con rabbia contro Salvatori, salvato solo dall’intervento tempestivo dei carabinieri.

– Il caso è stato trattato anche da Roberta Petrelluzzi nella trasmissione “Un giorno in pretura” (Rai 3) il 5 agosto 2026, con focus sul processo.

– Il caso è rimasto prevalentemente di cronaca locale, con toni di condanna unanime per la violenza emersa.