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Chi è Paolo Sarullo: giovane rimasto tetraplegico dopo un’aggressione e ospite Sanremo 2026

Vista esterna del Teatro Ariston durante la 76ª edizione del Festival di Sanremo 2026

Paolo Sarullo, vittima di una tragica vicenda, è diventato simbolo di sensibilizzazione contro violenza giovanile e microcriminalità.

Nel maggio 2024, Paolo Sarullo è stato vittima di una brutale aggressione, dopo una serata in discoteca: mentre tornava a casa con il suo monopattino elettrico, un gruppo di giovani ha tentato di rapinarglielo. Dopo una caduta caduta rovinosa, provocata da un violento pugno al volto, ha affrontato conseguenze devastanti rimanendo tetraplegico. Ecco la sua storia.

Chi è Paolo Sarullo: la sua vita prima e dopo l’aggressione

Nato intorno al 2000-2001, ed originario di Albenga (provincia di Savona, Liguria), dove viveva abitualmente prima del 2024, Paolo Sarullo ha legami familiari anche con San Damiano d’Asti (Piemonte), dove si è stabilito il padre e dove vive parte della parentela paterna. La famiglia è composta dalla madre Miranda (che ha lasciato il lavoro per assisterlo full-time); i suoi genitori si sono separati, quindi non vivono insieme.

Tra i suoi familiari si è fatta conoscere, esponendosi come portavoce della sua vicenda, la cugina Rossella, attiva anche nella fondazione dedicata a Paolo. Prima dell’aggressione del maggio 2024, Paolo conduceva una vita normale da ragazzo della sua età: era solare, buono con tutti, appassionato di musica e di calcio, con legami affettivi verso la Sampdoria (che gli ha espresso solidarietà dopo la tragica vicenda).

Paola lavorava in un campeggio nella zona rivierasca ed usciva con gli amici, frequentava discoteche ed aveva sogni semplici come tanti coetanei. La sua esistenza è cambiata radicalmente nella notte tra il 18 e il 19 maggio 2024 (intorno alle 3:30).

È rimasto tetraplegico in seguito ad una grave aggressione subita mentre tornava a casa a piedi – insieme ad un amico – dopo una serata trascorsa in discoteca con amici. Un gruppo di giovani (una sorta di baby gang, con età tra i 17 ed i 19 anni) lo ha accerchiato nella zona di Vadino (Albenga) e gli ha rapinato il monopattino elettrico. Quando Paolo ha provato ad opporsi ed a riprendersi il mezzo, uno dei ragazzi gli ha sferrato un pugno violentissimo al volto, facendolo cadere a terra.

Il colpo ha provocato una gravissima emorragia cerebrale, con conseguente coma e lesioni irreversibili che lo hanno reso tetraplegico. Per mesi, la sua vita è stata in pericolo, ed i medici lo hanno sottoposto non solo ad una craniectomia decompressiva ma anche a più di 50 ore di interventi chirurgici (tra cui sessioni di 15-20 ore ciascuna).

La diagnosi definitiva per lui è stata quella di tetraplegia (paralisi di tutti e quattro gli arti), con compromissioni cognitive iniziali gravi. Ma Paolo ha avuto un recupero progressivo miracoloso, grazie alla riabilitazione intensiva al centro di La Spezia, dove si è trasferito con la madre in un appartamento supportato dalla cugina, poiché la casa familiare a Campochiesa era inagibile per muffe e spazi inadeguati.

Un simbolo per sensibilizzare contro la violenza giovanile

Paolo Sarullo ha causa della grave emorragia cerebrale ha subito una serie di traumi, i quali hanno richiesto diversi interventi neurochirurgici urgenti, un lungo periodo di coma e lesioni irreversibili che lo hanno lasciato tetraplegico.

Dopo un progressivo recupero, Paolo è riuscito ad imparare a comunicare principalmente con gli occhi o con minimi movimenti. Avendo perso l’uso di arti, ha avuto bisogno di assistenza costante. Ma, con il tempo, ha riacquistato mobilità parziale agli arti superiori, al collo, alle dita: scrive, mangia da solo, si lava i capelli. Paolo ha recuperato parte della parola e della comunicazione, ma non la mobilità delle gambe.

La storia di Paolo è diventata protagonista di un raccontato toccante, il 7 dicembre 2025, nel programma “Fuori dal corosu Rete 4, condotto da Mario Giordano. Nell’intervista, realizzata tramite video-messaggio e contributi della famiglia, Paolo ha espresso con grande forza i suoi desideri più semplici e profondi: “Vorrei camminare e tornare a vedere il mare”. Inoltre, ha mostrato determinazione e speranza nonostante le enormi limitazioni, perdonando i suoi aggressori e trasformando il dolore in un messaggio contro la violenza giovanile.

La puntata ha messo in luce la sua rinascita lenta, il percorso riabilitativo in un centro specializzato per cerebrolesi a La Spezia, dopo soggiorni a Parma ed altrove. La sua storia è l’invito a non arrendersi mai.

Nel dicembre 2025 si è ufficialmente costituita la Fondazione “Uniti per Paolo”, con l’obiettivo di trasformare la sua tragica esperienza in azioni concrete di prevenzione della violenza. Un ente per la promozione della legalità, la sensibilizzazione sui pericoli della microcriminalità ed il supporto a vittime simili. La fondazione organizza: eventi, raccolte fondi ed iniziative per garantire a Paolo cure adeguate ed un futuro dignitoso.

La sua vicenda ha avuto anche risvolti giudiziari: le condanne per i responsabili (per lesioni gravissime, rapina ed omissione di soccorso). Una sentenza confermata in appello, con risarcimento provisionale alla vittima, quantificato in oltre 1,4 milioni di euro.

Tra fine 2025 ed inizio 2026, la sua storia ha continuato a diffondersi mediaticamente. Paolo ha lanciato un appello virale a Carlo Conti per partecipare al Festival di Sanremo 2026, raccogliendo oltre 25.000 firme in una petizione. L’annuncio è arrivato al conduttore, che nel corso della prima sala stampa sanremese ha annunciato un collegamento con Paolo. Un’occasione per raccontare la sua storia, il suo essere divenuto un simbolo contro la violenza, nella serata dedicata alla sensibilizzazione contro il bullismo.

Curiosità su Paolo Sarullo

– Paolo è un appassionato di musica, in particolare è un grande fan di Ultimo. Inoltre ha un bellissimo rapporto con Aisa, la sua amata cagnolina.

– Tra le proposte fatte, legate alla sua vicenda personale, si deve menzionare quella di istituire il 19 maggio come giornata contro la violenza giovanile.

– Dopo il recupero, Paolo ha voluto comunicare gratitudine verso chi ha dato voce alla sua storia (media locali come Primocanale, IVG, SavonaNews, La Stampa). Inoltre ha scelto di voler ispirare con il suo messaggio: dal dolore non è nato odio, ma impegno per un mondo più rispettoso e sicuro.

– Nonostante le enormi difficoltà, Paolo ha affrontato la situazione con grande determinazione, forza e speranza. Dopo un lungo periodo di ricovero e riabilitazione, ha iniziato a comunicare il suo vissuto in modo aperto e diretto. Così ha rilasciato: interviste, video-messaggi ed appelli pubblici.

– Paolo ha espresso pubblicamente di aver perdonato gli aggressori, come emerso nell’intervista a “Storie Italiane” su Rai 1 a fine 2025. Un atto che ha confermato la sua volontà di voler trasformare il dramma in una missione. Infatti è diventato simbolo della sensibilizzazione contro la violenza giovanile, il bullismo e promuovere rispetto e legalità.

– A nome di Paolo, si sono organizzate numerose raccolte fondi, eventi benefici (partite di calcio, mostre, serate). Si sono lanciate anche petizioni per supportare le sue necessità, e dargli un futuro dignitoso.

– La pagina Instagram unitiperpaolo e gruppi Facebook correlati documentano il percorso di Paolo Sarullo.

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ultimo aggiornamento: 26 Febbraio 2026 12:49

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