Tutto su Matteo Fabbri: genetista forense, affiliato all’Università degli Studi di Ferrara e consulente tecnico della difesa di Stasi.
Matteo Fabbri è uno specialista di genetica forense legato all’Università di Ferrara, il cui ruolo principale nel caso Garlasco è stato quello di consulente della difesa di Alberto Stasi; un incarico che lo ha reso protagonista delle polemiche sulle analisi DNA dei pedali del 2007. Conosciamolo meglio.
Biografia e carriera di Matteo Fabbri
Matteo Fabbri è nato il 21 ottobre 1981 a Bondeno (Ferrara), sotto il segno della Bilancia. Dopo la laurea triennale in Biologia Molecolare e Cellulare (110/110) all’Università di Ferrara nel 2004, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Biomolecolari e Cellulari (110/110 con lode), con tesi su polimorfismi miniSTR e DNA degradato, relatore Francesco Maria Avato (2006).
Nel 2008 ha completato l’abilitazione alla professione di biologo, ed in seguito ha ottenuto la nomina a cultore della materia nella Scuola di Specializzazione in Medicina Legale (2012). Il suo profilo professionale si è perfezionato con un Dottorato di ricerca in Scienze Biomediche e Biotecnologiche (60/60 con lode, 2021), con tesi su marcatori miRNA in lesioni di interesse medico-legale. A questo titolo ha fatto seguito l’abilitazione a professore di II fascia nel settore Medicina Legale (MED/43). docente.
I suoi interessi di ricerca riguardano la genetica molecolare clinica e forense: estrazione ed analisi di DNA degradato o a bassa concentrazione (da resti ossei, tessuti putrefatti, materiale d’archivio), polimorfismi STR/SNP, sequenziamento (Sanger e NGS), microRNA e mRNA per identificazione di tessuti/fluidi biologici e datazione di tracce, farmacogenetica e identificazione umana.
Il Dottor Fabbri ha un H-index di 7 (Scopus) e numerose pubblicazioni nazionali ed internazionali, inoltre è membro della Società Scientifica Genetisti Forensi Italiani (GeFI) e dell’International Society for Forensic Genetics (ISFG).
Il genetista ha svolto un periodo come visiting researcher al Baltimore Police Department Crime Lab attorno al 2019, ed è delegato provinciale della Prefettura di Ferrara per l’identificazione di cadaveri senza identità.
Dal 2007 ha ricoperto vari ruoli di assegnista di ricerca all’Università di Ferrara, concentrandosi su metodi analitici per DNA forense degradato, recupero genomico da tessuto cadaverico, espressione di miRNA in lesioni e sistemi per datare tracce biologiche.
È affiliato all’Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Medicina Traslazionale e per la Romagna, Sezione di Medicina Legale – dove lavora come personale tecnico di laboratorio. Fabbri ha avuto modo anche di collaborare alla didattica in corsi di genetica forense (Giurisprudenza, Biotecnologie, ed altri). In più, ha maturato una ricca esperienza di consulenza tecnica in ambito penale.
Coinvolgimento nel delitto di Garlasco
Nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi (13 agosto 2007 a Garlasco), Matteo Fabbri è stato consulente tecnico della difesa di Alberto Stasi, insieme al professor Francesco Maria Avato, dal 2007 fino al 2014 circa. Si è occupato delle analisi genetiche sui reperti, in particolare sui tamponi effettuati sulla bicicletta di Stasi (pedali, manopole, leve freno, sellino).
Nel 2025-2026, con la riapertura delle indagini e l’ipotesi di revisione del processo, Fabbri è tornato al centro dell’attenzione mediatica e giudiziaria. Il genetista si è ritrovato chiamato in causa in diversi contesti mediatici, come nel caso delle interviste a “Gente”, “Quarta Repubblica”, “Le Iene”, “Ignoto X” ed altri).
In questi interventi, ha avuto modo di ribadire che né lui né Avato hanno mai visto o ricevuto i due esiti negativi delle analisi DNA sui pedali della bici di Stasi effettuati dal RIS di Parma nel settembre 2007 (dopo un risultato positivo del 19 settembre). Quei dati, se conosciuti, avrebbero potuto scagionare immediatamente Stasi; in più, hanno chiesto di essere ascoltati dalla Procura di Pavia.
I due professionisti contestano versioni di altri consulenti (in particolare Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi) secondo cui tutti avrebbero visto i risultati negativi. Fabbri ha definito la vicenda “una delle pagine più tristi” delle indagini tecnico-scientifiche. In prima persona, ha affermato di avere “coscienza e cuore puliti”, escludendo qualsiasi omissione da parte della difesa.
Fabbri ha anche commentato altri aspetti del caso relativi a: palline di carta non analizzate, spazzatura, DNA su altri reperti, dinamica dell’omicidio. In alcune esternazioni ha rilevato i limiti delle tecniche del 2007, rispetto a quelle moderne. Ma ha anche criticato eventuali omissioni o opacità nelle indagini originarie, da parte dei RIS. I suoi interventi sono relativi al lavoro da ex consulente tecnico della difesa a tutela del proprio operato e di quello di Avato.
Cosa si sa della vita privata di Matteo Fabbri
È sposato, (stato civile indicato come “coniugato” nel curriculum ufficiale). Non risultano informazioni pubbliche dettagliate su moglie, eventuali figli o altri aspetti della sfera familiare. Infatti, Matteo Fabbri preferisce non esporre questi temi pubblicamente, concentrandosi su aspetti professionali e scientifici.
Dove vive e lavora?
Risiede a Bondeno, comune della provincia di Ferrara, a pochi chilometri dalla città. Il Dottor Fabbri lavora principalmente presso l’Università degli Studi di Ferrara. Ricoprendo svolgendo attività di ricerca, didattica e consulenza tecnica in genetica forense, con frequentazione abituale dei laboratori e delle strutture universitarie a Ferrara.
Curiosità su Matteo Fabbri
– Il genetista forense è diventato una presenza ricorrente nei talk show e nei programmi di cronaca, dal 2025, con la riapertura delle indagini su Garlasco.
– Inoltre, partecipato a dirette ed approfondimenti online. Ad esempio ha fatto un’ospitata a “Il Teatro delle Menzogne” con il medico legale Pasquale Bacco. Molto seguita l’intervista, su YouTube, con il canale DarkSide (ottobre 2025) in cui chiarisce aspetti tecnici del DNA e del suo ruolo anche nel 2016.
– Il dottor Fabbri si è reso protagonista di diverse apparizioni televisive, quasi tutte in collegamento dal laboratorio o da Ferrara. In particolare, è intervenuto in varie occasioni nella trasmissione “Ignoto X” (La7) ospite di Pino Rinaldi. Qui ha ricostruito più volte i fatti del settembre 2007, smentito le versioni di altri consulenti, e parlato di OBT test negativi, di omissioni e di “pagina più triste delle indagini tecnico-scientifiche”. Apparizioni documentate a giugno, settembre ed ottobre 2026.
– Non ha profilo social legati alla sua figura, ma compare spesso nelle pagine Instagram delle trasmissioni che lo ospitano.