Chi era Massimo Infante : giornalista, critico d’arte, saggista e padre di Milo

Chi era Massimo Infante : giornalista, critico d’arte, saggista e padre di Milo

Massimo Infante: biografia, carriera e curiosità sul giornalista, storico e critico d’arte noto non solo per essere il padre di Milo Infante.

Massimo Infante è stato un giornalista, storico, saggista e critico d’arte, ha trasmesso al figlio Milo Infante gran parte dei suoi interessi, visto che ha scelto di seguire gli stessi passi, intraprendendo la carriera giornalistica. Andiamo ad approfondire la sua conoscenza come uomo e professionista.

Biografia e carriera di Massimo Infante

Nato a Trieste, il 9 maggio 1923 (sotto il segno del Toro), Massimo Infante ha intrapreso la carriera giornalistica nei quotidiani veneti e come direttore dell’Alto Adige. Si è trasferito a Milano con la moglie dopo una truffa subita in Trentino, a Trento, che gli fece perdere i risparmi familiari, ricominciando da zero.

A Milano ha trovato opportunità professionali significative, soprattutto al quotidiano “La Notte“, diretto da Nino Nutrizio. In particolare la sua lunga carriera nel giornalismo si è consolidata nel periodo 1961-1966, quando ha collaborato come redattore e inviato speciale de “La Notte” di Milano, di cui è stato anche vicedirettore.

Fino al 1969, ha lavorato come redattore ed inviato del mensile Historia (edizioni Cino Del Duca), per poi lavorare fino al 1983, come inviato speciale dell’Avvenire, trattando numerose inchieste su temi sociali e politici.

Ma Infante ha anche ricoperto il ruolo di inviato speciale del “Corriere della Sera“, e responsabile delle pagine Milano Hinterland, diventando anche direttore della rivista Il Consulente Artistico e stringendo significative collaborazioni con vari quotidiani nazionali, radio e televisioni.

Come firma giornalistica, si è occupato prevalentemente di cronaca, grandi inchieste e terrorismo, distinguendosi per rigore ed integrità. È morto a Milano, il 15 maggio 2001.

Attività di storico e saggista

Parallelamente al giornalismo, Massimo Infante ha svolto un’intensa attività di divulgazione storica, pubblicando numerosi volumi, soprattutto negli anni ’70, per le Edizioni Ferni di Ginevra, molti dei quali ristampati da Fratelli Melita Editori. Come saggista si è occupato principalmente della Seconda Guerra Mondiale, della storia militare italiana e storia d’Italia.

Tra le sue opere: “Il giorno che…” (tre volumi sulla storia d’Italia dal 1870, 1973); “La guerra nei cieli”, sulla Seconda Guerra Mondiale (1973); Collana in 15 volumi Vita e morte del soldato italiano nella guerra senza fortuna (con Julius Bogatsvo e Max Polo, 1973), che include titoli come “Cacciatorpediniere all’attacco!” e “La guerra dei fanti”.

Inoltre, ha pubblicato: “Storia segreta del Fascismo” (tre volumi, 1974), “Le belle navi che non tornarono” (con Nino Nava, 1991) ed altri titoli su Roma antica e temi storici.

Si è distinto anche nelle vesti di critico d’arte, ed infatti ha diretto Il Consulente Artistico e scritto numerose biografie e studi su artisti contemporanei. Il figlio Milo ha ricoperto per un periodo il ruolo di vicedirettore della stessa rivista.

La vita privata di Massimo Infante

Mancano molti dettagli sulla sua sfera più privata, si sa solo che la moglie di Massimo Infante si chiamava Carla (cognome da nubile non noto pubblicamente). Insieme, la coppia ha avuto Milo Infante (nato a Milano nel 1968), che ha seguito le sue orme nel giornalismo, dopo essere cresciuto in un ambiente culturale impregnato di giornalismo e critica d’arte.

Massimo e Carla si trasferirono a Milano negli anni precedenti la nascita di Milo, dopo che la famiglia subì una grave truffa da parte di un amico di Massimo, che fece perdere loro i risparmi. A Milano dovettero ricominciare da zero.

Nel capoluogo meneghino, la famiglia Infante ha vissuto in zona Viale Monza (Milano nord-est), dove Milo è cresciuto. La signora Carla è stata ricordata dal figlio, con affetto, nelle sue pagine biografiche, citando foto di famiglia (biografia personale sul suo sito ufficiale).

Curiosità su Massimo Infante

– Massimo Infante ha rappresentato una figura di riferimento nel giornalismo milanese del dopoguerra e ha trasmesso al figlio la passione per l’informazione rigorosa.

– Non solo ha intrapreso il suo percorso nel giornalismo e nel mondo della critica d’arte, ma è anche diventato una figura di riferimento nella formazione del figlio, che ha trovato nell’ambiente familiari dei preziosi stimoli ed influenze.

– Nella foto condivisa da Milo sul suo sito web, datata 1972, quella in cui è ritratto con il padre, si nota la grande somiglianza tra i due.

– È ricordato dal figlio Milo come una persona integerrima, che nel descriverlo – nelle interviste, ad esempio al Corriere della Sera ed altri media – ha detto: “Mio padre era anzitutto una brava persona. Scriveva di terrorismo, faceva grandi inchieste e, per quello che so, non ha mai scritto il falso”.

– Milo esprimendo uno dei suoi più grandi rimpianti, ha evidenziato quello di aver creduto i genitori “immuni alla morte”, e non averli ascoltati abbastanza da giovane, perdendo i loro consigli e racconti.