Tutto su Margherita Asta, unica sopravvissuta della sua famiglia alla strage di Pizzolungo, che si è spesa per la memoria di vittime.
Margherita Asta, unica sopravvissuta alla strage mafiosa di Pizzolungo, è diventata una figura importante nel movimento antimafia, esempio di resilienza e di come la memoria possa diventare strumento di lotta alla mafia e di costruzione di una società più giusta. Andiamo a scoprire di più sulla sua storia personale, familiare e sul suo attivismo.
Biografia e carriera di Margherita Asta
Nata a Trapani nel 1974, Margherita Asta è la figlia maggiore di Barbara Rizzo e Nunzio Asta. Aveva 10-11 anni al momento della strage di Pizzolungo. Quel mattino non era in macchina con la madre ed i fratellini perché aveva preferito andare a scuola con una vicina, per questo si salvò per caso. È l’unica sopravvissuta della sua famiglia alla strage mafiosa del 2 aprile 1985, in cui persero la vita la madre Barbara Rizzo (33 anni) ed i suoi fratelli gemelli Giuseppe e Salvatore Asta.
A soli 19 anni, perse anche il padre Nunzio Asta (46 anni), morto prematuramente per problemi cardiaci (aveva già subito un bypass). Il padre si è risposato con Antonina appena un anno dopo la tragedia familiare ed insieme hanno avuto un figlio, Giuseppe Salvatore, un fratellino a cui Margherita ha subito voluto bene.
Il dolore personale divenne, negli anni, motore di impegno civile. Margherita ha trasformato la sua storia in testimonianza attiva contro le mafie, impegnandosi in diversi progetti ed iniziative. Insieme all’Associazione Libera, fondata da don Luigi Ciotti, ha operato come Referente Regionale per la Memoria dell’Emilia-Romagna. Inoltre si è mobilitata nel coordinare attività di memoria, educazione alla legalità nelle scuole e sostegno alle famiglie delle vittime.
Il suo attivismo l’ha portata a partecipare ad incontri, convegni ed iniziative in tutta Italia. Ma ha anche seguito, come parte civile, tutti i processi sulla strage di Pizzolungo (a Caltanissetta), collaborando con avvocati come Enza Rando.
Per offrire una testimonianza diretta è spesso invitata nelle scuole e negli eventi pubblici, dove racconta la sua vicenda e promuove la memoria delle vittime innocenti. Ma, parallelamente ha portato avanti la sua professione di funzionario giudiziario presso il Tribunale di Parma, dove si è trasferita intorno al 2010.
Nel 2015, ha pubblicato il libro intitolato “Sola con te in un futuro aprile” (edito da Fandango Libri, scritto con la giornalista Michela Gargiulo). Si tratta di un racconto intimo della sua infanzia, della perdita della famiglia e del percorso di resilienza. Il libro è stato ripubblicato in edizione aggiornata e ha ispirato il film TV “Un futuro aprile” ( trasmesso su Rai 1, 2026).
La strage mafiosa di Pizzolungo
La strage mafiosa di Pizzolungo avvenne il 2 aprile 1985 a Pizzolungo, frazione costiera tra Erice e Trapani. È uno degli attentati più tragici della storia di Cosa Nostra perché provocò la morte di tre vittime innocenti al posto dell’obiettivo previsto.
Un commando mafioso posizionò sul ciglio della strada una Volkswagen Golf imbottita di circa 100 kg di tritolo (esplosivo Brixia B5, lo stesso usato in altri attentati). L’obiettivo era il sostituto procuratore Carlo Palermo, magistrato trasferito da Trento a Trapani pochi mesi prima.
Verso le 8:35 del mattino, l’auto blindata di Carlo Palermo, una Fiat 132, stava percorrendo la strada provinciale accompagnato da una scorta. Poco prima, superò una Volkswagen Scirocco guidata da Barbara Rizzo, che accompagnava a scuola i figli Giuseppe e Salvatore, di soli 6 anni. Quando l’auto di Palermo passò vicino all’autobomba, i mafiosi la fecero esplodere con un telecomando. La Scirocco di Barbara fece da scudo all’auto del giudice. Barbara Rizzo, Giuseppe e Salvatore morirono sul colpo, dilaniati dall’esplosione. Invece, Carlo Palermo rimase ferito ma si salvò grazie alla blindatura, altri 5 agenti della scorta rimasero feriti.
L’esplosione fu devastante: si sentì a chilometri di distanza e provocò danni alle abitazioni vicine. I responsabili ed i mandanti una volta scoperti hanno subito condanna in via definitiva, tra i quali: Totò Riina (capo di Cosa Nostra), Vincenzo Virga (capomafia di Trapani), Vincenzo Galatolo (boss del quartiere Acquasanta di Palermo, condannato a 30 anni confermato in Cassazione nel 2023), Baldassare Di Maggio (collaboratore di giustizia, condannato come mandante/esecutore).
Tra gli esecutori materiali o complici anche: Vincenzo Milazzo, Gioacchino Calabrò, Filippo Melodia, Antonino Madonia ed altri. Alcuni furono condannati all’ergastolo nei primi processi degli anni Novanta, anche se diversi verdetti ebbero alterne vicende processuali.
Carlo Palermo stava conducendo indagini molto delicate su traffico di eroina, armi e collegamenti tra mafia siciliana, politica e servizi segreti. L’attentato avvenne poche settimane dopo il suo arrivo a Trapani. Molti ritengono che la strage avesse anche lo scopo di intimidire la magistratura e proteggere interessi più ampi. Ancora oggi permangono zone d’ombra su possibili complicità istituzionali.
Ogni anno il 2 aprile si ricordano le vittime con iniziative a Trapani, Erice ed in tutta Italia, soprattutto grazie all’impegno di Margherita Asta con l’Associazione Libera di don Luigi Ciotti. La strage di Pizzolungo rimane simbolo del cinismo mafioso: pur di colpire uno Stato che non si piegava, Cosa Nostra non esitò ad uccidere degli innocenti.
La vita privata di Margherita Asta
Margherita Asta è sposata con Enrico, il loro matrimonio è stato celebrato da don Ciotti attorno al 2011. Insieme la coppia ha avuto un figlio, Dylan, nato dopo il matrimonio. In varie occasioni, Margherita ha raccontato che il figlio le ricorda, per vivacità e dispetti, i fratellini perduti.
Dove vive?
Nata a Trapani, è cresciuta nella zona di Pizzolungo (frazione costiera tra Erice e Trapani), dove si trovava la casa di famiglia. Dopo la morte della madre e dei fratellini, è rimasta a Trapani con il padre fino alla sua morte nel 1993. In seguito, ha continuato a vivere in provincia di Trapani, impegnandosi con l’Associazione Libera a livello locale.
Margherita si è trasferita a Parma intorno al 2010, e ha raccontato più volte che qui si trova bene, anche se le manca il sole ed il mare della Sicilia. La sua casa è descritta come calda e solare, con pareti gialle per compensare la mancanza della luce siciliana.
Curiosità su Margherita Asta
– Margherita è diventata una figura importante nel movimento antimafia. Tra le tante iniziative da lei promosse si deve segnalare la sua partecipazione nei processi sulla strage come parte civile e testimone delle vittime innocenti.
– Partecipa regolarmente alle commemorazioni del 2 aprile a Erice e Trapani, nel 2025 ha promosso iniziative per il 40° anniversario, come tornei sportivi dedicati ai fratellini. Inoltre è solita tenere incontri pubblici, soprattutto con studenti, per trasformare il dolore in impegno collettivo.
– Margherita Asta rappresenta un simbolo di come la memoria possa diventare strumento di lotta alla mafia e di costruzione di una società più giusta. Il suo messaggio ricorrente è che il dolore è privato, ma la mafia e la lotta contro di essa sono questioni collettive.
– La storia di Margherita è stata raccontata nel libro “Sola con te in un futuro aprile” che ha ispirato un film TV: “Un futuro aprile” (2026) diretto da Graziano Diana, trasmesso in prima visione su Rai 1, il 21 maggio 2026. Il film racconta la storia vera della strage di Pizzolungo, attraverso gli occhi di Margherita Asta. Il racconto segue il lungo percorso di dolore, rabbia e crescita di Margherita: la morte del padre, il senso di colpa di Carlo Palermo, i processi, fino all’incontro liberatorio tra Margherita e Palermo molti anni dopo. È una storia di sofferenza, ricerca di giustizia e rinascita.
– La sua presenza social, come documentato dal suo profilo Instagram, è discreta, mentre risulta più attiva su Facebook, preferendo veicolare contenuti su iniziative e comunicazione sociale.
