Luciano Moggi: biografia, carriera e curiosità sull’ex dirigente sportivo e giornalista

Luciano Moggi: biografia, carriera e curiosità sull’ex dirigente sportivo e giornalista

L’ex dirigente Luciano Moggi, dopo essere stato considerato da molti “il padrone del calcio italiano” ha dovuto cambiare carriera.

Dopo anni di carriera come dirigente di Roma, Lazio, Torino, Napoli e Juventus, Luciano Moggi, travolto dallo scandalo Calciopoli del 2006, con conseguente radiazione a vita dal calcio italiano (decisione della FIGC), ha abbandonato ogni ruolo dirigenziale o operativo nel mondo del calcio dedicandosi al giornalismo.

Biografia e prime tappe professionali di Luciano Moggi

Nato il 10 luglio 1937 a Monticiano, in provincia di Siena, sotto il segno del Cancro, Luciano Moggi prima del suo ingresso nel mondo del calcio, ha iniziato la sua carriera lavorativa come impiegato delle Ferrovie dello Stato (da qui il soprannome “Paletta”).

Negli anni ’60-’70 è diventato collaboratore di Italo Allodi, storico ds dell’Inter di Moratti e di Herrera, poi alla Juventus. Il suo primo incarico ufficiale è arrivato a fine anni ’70, alla Roma, sotto Dino Viola, dove ha portato Roberto Pruzzo.

Nel 1980, dopo lo scandalo Totonero – che non lo ha visto comunque coinvolto – è diventato dg della Lazio per rilanciarla dalla Serie B, ma si è dimesso dopo due anni. Infatti, nel 1982, è passato al Torino con alla guida il presidente Sergio Rossi. In seguito, nel 1987 è approdato al Napoli di Ferlaino (appena campione d’Italia), portando grandi campioni, tra i quali Careca, contribuendo al ciclo vincente ‘maradoniano’.

Moggi nel 1991ha scelto di fare ritorno al Torino, vincendo una Coppa Italia (1993) e sfiorando la Coppa UEFA (finale persa col Dortmund). Mentre nel 1994 ha affrontato il suo breve ritorno alla Roma.

L’era Juventus (1994-2006): il picco della carriera

Luciano Moggi è diventato un nome noto nel calcio che conta, quando ha ricoperto l’incarico di direttore generale della Juventus dal 1994 al 2006, periodo in cui la squadra ha vinto numerosi titoli: 5 scudetti consecutivi, tra gli altri trofei.

Nel 1994 Gianni Agnelli lo ha richiamato alla Juventus come direttore generale, dando vita alla famosa “Triade” con Antonio Giraudo e Roberto Bettega.

In 12 anni di collaborazione con la Vecchia Signora ha contribuito a mettere in bacheca: 5 Scudetti (1995, 1997, 1998, 2002, 2003), 1 Champions League (1996), 1 Coppa Intercontinentale (1996), 1 Supercoppa UEFA, varie Coppe Italia e Supercoppe italiane.

La sua fama è principalmente legata a dei colpi di mercato geniali, legati all’acquisto di grandi campioni del calibro di: Zidane, Nedvěd, Ibrahimović, Thuram, Vieira, Cannavaro. Ma ha anche legato il suo nome a plusvalenze record e gestione spietata del potere nel sistema calcio italiano.

Calciopoli, radiazione e nuova avventura professionale

Nel maggio 2006 è esploso lo scandalo Calciopoli: intercettazioni telefoniche hanno rivelato contatti tra Moggi e designatori arbitrali (Pairetto, Bergamo) per influenzare le designazioni. Queste intercettazioni telefoniche hanno portato ad una severa condanna della Juventus (retrocessione in Serie B e revoca di due scudetti 2005 e 2005/06), ma anche alla sua radiazione a vita dal calcio italiano, a cui si è aggiunta una condanna penale, poi diventata prescrizione o ridotta in appello.

Moggi ha ufficializzato le dimissioni dalla Juve l’11 maggio 2006), ricevendo un’iniziale squalifica di 5 anni, poi tramutata in radiazione a vita dalla FIGC.

Nel corso dei processi sportivi e penali che lo hanno visto coinvolto, ha ricevuto una condanna in primo grado per associazione a delinquere. In seguito, è stato assolto in appello e Cassazione per insufficienza di prove su alcuni capi; ma è rimasta salda la radiazione sportiva. Moggi ha sempre sostenuto che il sistema fosse diffuso e che Juventus fosse “capro espiatorio”.

L’ostracismo subito, gli ha così vietato di poter ricoprire ruoli ufficiali nel calcio professionistico italiano. Ma Moggi ha continuato ad occuparsi di calcio in qualità di opinionista e commentatore: interviste a TV (Deejay, Radio 24), siti (Tuttomercatoweb, Juventibus), giornali (Il Foglio, ecc.). Nel settembre 2015 ha ricevuto ufficialmente il tesserino da pubblicista presso l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

Ma ha anche scritto libri: “Il pallone lo porto io” (2014 con Andrea Ligabue), “Un calcio nel cuore” (2007). Negli anni, Moggi ha preso parte a vari eventi pubblici, dove ha parlato di mercato, allenatori e squadre di calcio. Inoltre ha rilasciato diverse interviste e partecipato a vari dibattiti sportivi esprimendo opinioni e critiche.

Luciano Moggi ha avuto un’esperienza mediatica come vicepresidente “simbolico” dei Boomers FC nella Kings League (2022-2023 circa).

La vita privata di Luciano Moggi

Luciano Moggi è una figura molto riservata riguardo alla vita privata, e le informazioni pubbliche sulla sua famiglia sono limitate. Si presume che sia sposato da decenni con la stessa donna, ma il suo nome non è mai stato reso pubblico in interviste o biografie ufficiali.

Nelle poche esternazioni inerenti la sua famiglia, Moggi ha sottolineato l’importanza del supporto familiare durante Calciopoli. Inoltre è risaputo che ha un unico figlio: Alessandro Moggi, nato il 30 novembre 1972 a Civitavecchia, Roma, sotto il segno del Sagittario. Alessandro è diventato procuratore sportivo (ex presidente di GeA World, agenzia di management per calciatori come Ciro Immobile ed altri).

Dove vive?

Non ci sono indicazioni precise sul suo domicilio, ma sembra dividersi tra Piemonte e Campania, con base probabilmente a Torino o dintorni per questioni familiari. Moggi, con salde radici toscane, ha vissuto in varie città per lavoro (Roma/Civitavecchia, Torino, Napoli, Torino di nuovo). Dopo il 2006 e la radiazione, è tornato a una vita più riservata. Non ha una residenza pubblica fissa dichiarata.

Curiosità su Luciano Moggi

– Dopo Calciopoli, è rimasto fuori dal calcio organizzato, dedicandosi sporadicamente all’attività di opinionista e giornalista sportivo, commentando soprattutto il calcio e spesso difendendo la propria versione su Calciopoli. Nel suo libro “Il pallone lo porto io” (2014), Moggi racconta la sua versione di fatti, trattative e spogliatoi.

– Il suo profilo professionale nel mondo del calcio, gli ha fatto ottenere diversi soprannomi quali: “il padrone del calcio italiano”, “Lucky Luciano”, “il Re Mida del calcio”.

– Negli anni, Moggi ha saputo reinventarsi, passando dall’essere “padrone assoluto” del calcio italiano a figura esterna ma sempre presente e divisiva. Infatti ha continuato a far parlare di sé, difendendo la sua versione di Calciopoli e commentando il presente calcistico, e non solo, con lo stesso piglio diretto e senza peli sulla lingua di sempre.

Luciano Moggi è attivo sui social, soprattutto per commentare calcio, Juventus, mercato. In genere, i suoi canali privilegiati sono l’account su X, il suo Instagram e la pagina ufficiale Facebook, dove condivide reel, interviste e post.

– Ospite della puntata del 28 gennaio 2026 de “Le Iene presentano: Inside, Moggi ha avuto modo di commentare la puntata dal titolo “Il Belpaese” – condotta da Filippo Roma e scritta da Lorenzo Maiello. Un’intera serata concentrata sul racconto degli ultimi trent’anni dell’Italia, attraverso diversi servizi della trasmissione satirica di Italia 1.