Alex Zanardi era il pilota e conduttore televisivo sopravvissuto a un terribile incidente nel 2001 e che grazie al proprio valore umano aveva rilanciato la propria carriera.
Alex Zanardi, nato a Bologna il 23 ottobre 1966 (sotto il segno dello Scorpione) era noto per essere stato un pilota automobilistico. Nel 2001 un terribile incidente lo aveva privato per sempre dell’uso delle gambe, ma si era rivelato comunque un personaggio dotato di grandissima tenacia e forza d’animo, e aveva continuato a lavorare anche sia come paraciclista che conduttore televisivo, stupendo tutti.
A 51 anni, nel settembre 2018, all’Ironman di Cervia aveva conquistato il record del mondo della categoria disabili. Aveva percorso 3,8 km di nuoto, 180 di bici e 42,2 di corsa in 8 ore, 26 minuti e 6 secondi: aveva battuto 3000 normodotati e infranto il record precedente (sempre suo). Nel 2020, mentre era sulla sua handbike in gara, ha avuto un altro, gravissimo, incidente. Scopriamo qualcosa in più su di lui. Nel 2026, il 1 maggio, è arrivata la notizia della sua scomparsa a 59 anni.
Chi era Alex Zanardi
Nato da papà idraulico e mamma artigiana, Alex Zanardi si era appassionato alle corse automobilistiche ed esordisce nel 1980 alla guida dei Kart. È bravo e viene soprannominato il Parigino, termine del gergo automobilistico per enfatizzare proprio la sua bravura.
L’incidente di Zanardi
Tutti sappiamo, però, che l’incidente di Alex Zanardi aveva cambiato per sempre la sua vita. A soli 34 anni, dopo il terribile sconto in pista, avvenuto Lausitzring del 15 settembre 2001, aveva dovuto subire la doppia amputazione delle gambe.
Dopo 7 arresti cardiaci, 15 operazioni, 4 giorni di coma farmacologico indotto (1 mese e 15 giorni in ospedale), aveva iniziato un lungo processo di riabilitazione. Il giorno in cui riuscì a sollevarsi dalla sedia a rotelle, durante la consegna dei Caschi d’Oro di Autosprint, aveva generato grande commozione (ci vollero 3 mesi e mezzo).
Nonostante il tragico incidente, Zanardi aveva mantenuto un grandissimo senso dell’umorismo: durante la premiazione dei Caschi D’oro aveva commosso i presenti dicendo “mi tremano le gambe“. In seguito è rimasto celebre la sua frase “Adesso se me le rompo mi basta un cacciavite e una brugola“.
20 mesi dopo l’incidente tornava su una vettura di Formula CART (appositamente modificata) e completa la gara di Lausitzring: gli mancavano 13 giri.
La rinascita di Zanardi: le Paralimpiadi e le medaglie
Nel 2012 ha partecipato ai giochi paralimpici di Londra, dove conquistò l’oro per la gara di velocità. In seguito, alla prima medaglia d’oro, se ne aggiungeranno altre tre, e 2 d’argento.
Lo sport era rimasto, infatti, la sua vita: aveva intrapreso la carriera atletica anche nell’handbike, la bicicletta ideata per essere guidata solo con l’uso di mani e braccia. Anche in questa disciplina il campione aveva collezionato vittorie e trofei.
Allo stesso tempo è diventato un modello, anche per il pubblico: nel 2010 aveva debuttato alla conduzione del programma scientifico E se domani, trovando consenso di pubblico per la sua umiltà e la semplicità del suo linguaggio. Nel 2012 era diventato conduttore anche del programma Sfide. Nel 2017 aveva fatto anche un’apparizione in una puntata di Camera Cafè.
L’incidente in handbike di Zanardi
Il 19 giugno del 2020, durante una gara in handbike, era rimasto vittima di un secondo grave incidente: secondo le prime ricostruzioni avrebbe perso il controllo della bici invadendo la corsia opposta, dove sopraggiungeva un camion.
Dopo essere stato ricoverato all’Ospedale di Siena per circa un mese, subendo tre diverse operazioni, il 21 luglio era stato dimesso. Il 24 luglio le sue condizioni “instabili” avevano portato i medici a farlo ricoverare nuovamente in terapia intensiva al San Raffaele di Milano ma aveva superato anche quella crisi ed era stato spostato nel reparto di terapia semi-intensiva.
A dicembre 2021 rientrò a casa, dove proseguì la sua riabilitazione. Improvvisamente il 1º maggio 2026, dopo sei anni dal ritiro, muore a soli 59 anni.
Alex Zanardi e Daniela Zanardi: la storia
La relazione di Alex Zanardi e Daniela Zanardi è sempre stata al sicuro da occhi indiscreti e paparazzi (anche su Instagram troviamo foto del loro privato). Il campione è sposato con la sua Daniela dal 1996: i due si sono conosciuti ai tempi in cui correva con i Kart e in F3. Lei ai tempi era la team manager: il suo capo, insomma!
Al suo risveglio, in ospedale, come prima cosa ricorda è la voce della moglie come una voce celestiale, angelica e un grande gioia di poterla riabbracciare.
Chi è il figlio di Alex Zanardi?
Il figlio di Alex e Daniela si chiama Niccolò; il sogno di papà? Che diventi un brava persona. “Niccolò, mio figlio, quando mi ha visto dopo l’incidente si è concentrato su quello che era rimasto di suo papà e abbiamo ricominciato da capo“, ha raccontato a Pomeriggio 5 l’ex pilota.
Dove abitava Alex Zanardi?
Zanardi viveva con la moglie Daniela e con Niccolò a Noventa Padovana, anche se possiedeva una casa nella sua Toscana, a Castiglione della Pescaia. Ironia del destino il secondo incidente della carriera era avvenuto proprio in quella regione.
3 curiosità su Alex Zanardi
– Dopo l’incidente del 2001 le sue condizioni erano così critiche che aveva persino ricevuto l’estrema unzione.
– Quando aveva 13 anni aveva perso la sorella Cristina, morta in un incidente stradale mentre era in macchina con fidanzato Maurizio, che si salvò.
– Da ragazzo era un po’ ribelle: correndo in pista, con i cart, era molto più sicuro che correre in motorino. Papà voleva che lui trovasse una passione: la prima volta che salì su un cart, capì subito che era quello che voleva fare.
