Aldo Grasso: biografia, carriera e vita privata del noto giornalista e critico televisivo

Aldo Grasso: biografia, carriera e vita privata del noto giornalista e critico televisivo

Tutto su Aldo Grasso, uno dei più importanti critici televisivi italiani, giornalista, storico dei media e professore universitario.

Aldo Grasso con uno sguardo sempre colto, ironico e mai banale, ha analizzato il panorama televisivo a partire dagli anni ’80. Considerato il critico televisivo più autorevole ed indipendente in Italia, ha contribuito in modo significativo a trasformare lo studio della televisione in una disciplina accademica seria. Ecco una panoramica di approfondimento su di lui.

Biografia e carriera di Aldo Grasso

Nato il 10 aprile 1948 a Sale delle Langhe, in provincia di Cuneo (sotto il segno dell’Ariete), Aldo Grasso proviene da una famiglia di origini umili. Si è laureato in Filosofia, all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. In seguito, ha ottenuto la laurea in Storia del Cinema, con una tesi su “Teoria e prassi nell’opera prima di Eisenstein”. 

Dopo esperienze come insegnante e collaboratore di riviste culturali, ha intrapreso la carriera accademica proprio in quell’ateneo, dove è diventato professore ordinario di Storia della radio e della televisione (e critica televisiva). Non molti sanno, che ha fondato e diretto il Ce.R.T.A. (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi) dell’Università Cattolica.

Dal 1990 è diventato critico televisivo ed editorialista del “Corriere della Sera“, un sodalizio professionale scandito da recensioni regolari e la cura di rubriche come il forum TeleVisioni. Inoltre ha fondato il Cineclub, e per il quotidiano milanese si è occupato anche della rubrica quotidiana A fil di rete, e di quella settimanale Padiglione Italia (dove non si occupa di recensire programmi televisivi, ma di politica.

Si è fatto conoscere dal pubblico anche con le sue trasmissioni radiofoniche, tra cui A video spento e Tuttilibri, questa ha avuto anche un’edizione televisiva, che ha fatto seguito alla trasmissione in radio.

Grasso ha anche diretto i programmi radiofonici della Rai nella breve stagione “dei professori” (1993-1994). In più, ha pubblicato come autore diversi libri sulla televisione italiana, tra cui: “Storia della televisione italiana” (Garzanti, 1992, seguita da edizioni aggiornate); “Enciclopedia della televisione” (Garzanti, 1996 e successive); “Storia critica della televisione italiana” (con Luca Barra e Cecilia Penati, Il Saggiatore, 2019); “Cara televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti” (Raffaello Cortina, 2026), un libro più personale sul suo mestiere.

Tra le sue opere si deve segnalare il libro “Padiglione Italia, bestiario fantastico per un paese paradossale”. Nel corso della sua carriera, ha raccolto diverse esperienze televisive tra Rai, Mediaset, Telemontecarlo ed Euro Tv. Dal 2012, Aldo Grasso è entrato a far parte del consiglio di amministrazione del centro sperimentale di Cinematografia.

Non si deve dimenticare che Grasso ha contribuito in modo decisivo ad elevare lo studio della televisione da semplice intrattenimento ad oggetto di analisi accademica e culturale nel nostro Paese, analizzando il rapporto tra TV, società, costume e politica.

Il critico televisivo ha ricevuto numerosi premi tra cui il Premiolino (1992), vari premi giornalistici ed il Premio Cronin alla carriera (2024).

Cosa si sa sulla vita privata di Aldo Grasso

Nonostante la grande riservatezza sulla sua sfera più personale, è noto che sia sposato con Anna Foà, figlia del fondatore della casa editrice Adelphi; fondata a Milano il 20 giugno 1962 da Luciano Foà e Roberto Olivetti.

Anna ha lavorato per molti anni come editor presso Adelphi, seguendo la tradizione di famiglia. Nel 2019 ha fondato la propria casa editrice, Acquario Libri, insieme a Marco Sodano. Si tratta di una piccola realtà editoriale di qualità con sede a Milano/Torino, specializzata in titoli raffinati, spesso legati alla cultura ebraica, psicoanalisi e letteratura.

La coppia ha avuto insieme una figlia, Benedetta (nata nel 1987), che vive e lavora a New York.

Dove vive?

Aldo Grasso vive a Milano, città in cui ha svolto anche il ruolo di docente universitario, presso la Cattolica.

Curiosità su Aldo Grasso

– La sua firma è una delle più autorevoli nel panorama italiano sul tema TV: è noto per il suo stile analitico, severo e spesso tagliente. Infatti è soprannominato “lo stroncatore” per eccellenza della televisione italiana.

– Le recensioni di Aldo Grasso sono spesso severe, analitiche e poco indulgenti. Ma, lui stesso le definisce come “un atto d’amore al contrario”: critica perché ama profondamente la TV e pretende di più da lei.

– Il critico televisivo, voce di riferimento nel panorama televisivo italiano a partire dagli anni Novanta, ha assunto posizioni dure contro la Rai. In un’intervista rilasciata a “Huffington Post Italia” il 14 marzo 2026, l’ha definita “la peggiore Rai di sempre”. In questa circostanza ha criticato fortemente la politicizzazione eccessiva, la sottomissione al potere esecutivo e la qualità generale dei programmi.

– Grasso ha stroncato numerosi programmi, conduttori e format, spesso attirandosi reazioni irritate dal mondo dello spettacolo. Le critiche più pungenti le ha rivolte a talk show, reality, opinionisti e verso la deriva sensazionalistica o di basso livello della TV generalista.

– Il critico ha preso spesso di mira i conduttori “piacioni” abituati a puntare sull’emotività a basso costo. Le sue critiche sono quasi sempre motivate da un giudizio di qualità culturale più che personale. In particolare ha puntato il dito contro: Fiorello, Stefano De Martino (definito conduttore di “inane bambolaggine”, “piacione”); Maria De Filippi (“burattinaia dei poveri Cristi”); Fabio Fazio; Michele Santoro; Mara Venier; Antonella Clerici; Giovanni Floris, Massimo Giletti, Marco Travaglio, e molti altri.

– Molti personaggi pubblici, come ad esempio Maurizio Costanzo, si sono lamentati o arrabbiati per le sue recensioni. Grasso ha raccontato di ricevere regolarmente lettere di avvocati, telefonate al direttore o insulti.

– Tra le sue passioni, ha menzionato il calcio, rendendo manifesto il suo tifo per il Torino: la sua fede granata è legata alle sue origini piemontesi. 

– La sua presenza social è limitata: ha un profilo Instagram non attivo, confermando il suo essere un critico della vecchia scuola: usa poco i social, preferendo il suo ruolo tradizionale di firma del Corriere della Sera e le apparizioni televisive/radiofoniche. Spesso, il giornalista ha criticato la deriva dei social e della tv social.