“A cena anche con il diavolo…”: la dichiarazione senza filtri di Bruno Vespa

“A cena anche con il diavolo…”: la dichiarazione senza filtri di Bruno Vespa

Alla vigilia del ritorno di Porta a Porta, Bruno Vespa rompe gli indugi: da “Tele Meloni” alla dichiarazione senza filtri sul giornalismo.

Mentre su Canale 5 non sono mancati i colpi di scena con la prima puntata di “Temptation Island e poi… e poi…”, in casa Rai è tempo di un altro importante ritorno. Bruno Vespa si prepara infatti a riprendere il suo posto nella seconda serata di Rai1 con Porta a Porta. In vista della nuova stagione, il giornalista ha concesso un’intervista a Leggo nella quale ha affrontato diversi argomenti, dalla politica ai social fino ai confini del mestiere che svolge da una vita. Ed è proprio parlando di giornalismo che si è lasciato andare a una dichiarazione senza filtri

Il ritorno di Porta a Porta e la frecciata su “Tele Meloni”

Dall’8 settembre, dal martedì al giovedì, Bruno Vespa tornerà alla guida di Porta a Porta. Mentre dal 21 settembre ripartiranno anche i suoi Cinque Minuti, previsti dopo il Tg1.

Nell’intervista che ha rilasciato Leggo c’è stato spazio anche per uno dei temi che più spesso accompagnano il dibattito attorno alla televisione pubblica: il rapporto tra Rai e politica. Secondo il conduttore, alla base della sua lunga esperienza nell’azienda ci sarebbe soprattutto l’equilibrio.

Per spiegare il suo punto di vista ha richiamato i numeri delle presenze politiche nei suoi programmi: “L’equilibrio e per noi parlano i numeri: 43 presenze per Fratelli d’Italia e 43 per il Partito Democratico, 9 presenze per il governo, 102 per la maggiornaza e 108 per l’opposizione. Discorso simile per ‘Cinque Minuti‘”.

Da qui anche una risposta piuttosto netta alle accuse su Tele Meloni rivolte alla televisione pubblica: “Se fossimo davvero Tele Meloni, dovremmo dare molto più spazio che in passato alla premier… Il pubblico ci premia per il pluralismo e per il rispetto che abbiamo sempre mantenuto, non ignoriamo nessun argomento ma stiamo attenti al modo di raccontarlo“.

Bruno Vespa senza filtri sul giornalismo: “A cena anche con il diavolo”

Il passaggio più forte dell’intervista a Leggo è arrivato quando il discorso si è spostato sul lavoro del giornalista e, in particolare, sul caso “Report”-Ranucci e sull’opportunità di incontrare anche personaggi con situazioni controverse dal punto di vista giudiziario.

Bruno Vespa ha risposto facendo riferimento direttamente alla propria esperienza professionale: “Ho incontrato Saddam Hussein e, per restare ai fatti italiani, il figlio del boss mafioso Totò Riina e non ne sono affatto pentito, anche per il risultato che è venuto fuori da quella intervista-testimonianza sulla latitanza del capo di Cosa nostra“.

Una posizione che il conduttore ha poi sintetizzato con poche parole, destinate inevitabilmente a lasciare il segno: “Se fiuta una notizia, ci sta che un giornalista vada a cena anche con il diavolo“.