“Poliziotti deficienti, potevo spezzarli”: l’attore di Mare Fuori senza freni dopo la decisione del Tribunale

“Poliziotti deficienti, potevo spezzarli”: l’attore di Mare Fuori senza freni dopo la decisione del Tribunale

Dopo la sentenza del Tribunale, Artem Tkachuk di Mare Fuori pubblica uno sfogo durissimo: dalle parole contro i poliziotti agli attacchi ai giornalisti.

Mentre arriva la notizia che Fedez è tornato a casa dopo il ricovero in ospedale, Artem Tkachuk, l’attore che interpreta Pino ‘o Pazzo in Mare Fuori, ha affidato ai social un lungo e acceso sfogo dopo la condanna del Tribunale. Nel suo messaggio non sono mancati attacchi ai poliziotti e critiche ai giornali…

La decisione del Tribunale di Milano sull’attore di Mare Fuori e il risarcimento

Le dichiarazioni dell’attore di Mare Fuori arrivano dopo la sentenza emessa dal Tribunale di Milano al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Artem Tkachuk e altri tre imputati sono stati condannati a un anno di reclusione per il reato di danneggiamento aggravato in concorso in relazione ai danni provocati ad alcune auto parcheggiate a Rho.

Pur concedendo la sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziale, la giudice ha subordinato tali benefici all’obbligo di risarcire integralmente i danni economici provocati entro sei mesi.

Artem Tkachuk: “Poliziotti deficienti, potevo spezzarli”

Dopo la decisione del Tribunale di Milano, Artem Tkachuk ha pubblicato alcune Instagram Stories nelle quali ha espresso tutta la sua amarezza per la vicenda giudiziaria. L’attore di Mare Fuori ha esordito con parole molto dure: “Quarantamila maghrebini e tanti psicopatici che violentano ragazzine e fanno quello che gli pare, distruggono ogni giorno qualcosa o qualcuno… voi cretini puntate il dito su di me e non risolvete i problemi veramente gravi e seri“.

Successivamente ha ricostruito la sua versione di quanto accaduto nella notte dei fatti, spiegando: “Quella notte come dichiarato anche davanti al giudice ho fatto 200 metri per comprare le sigarette e mi sono trovato in un blitz con accuse che c’erano macchine rotte. Ovviamente ho opposto resistenza a sti poliziotti che potevo veramente spezzarli in due secondi, ammetto di aver bevuto un po’ in più quella notte“.

Nel lungo messaggio, ha rivolto accuse anche al mondo dell’informazione, scrivendo: “E ho sbagliato a non essere diplomatico come voi. Ora andate a puntare il dito su di me senza prove e senza alcun motivo, soltanto perché dietro al giornalismo c’è un business che la gente comune non comprende, questo è il prezzo di chi sta sotto ai riflettori“.

Il suo sfogo si conclude con un ultimo passaggio rivolto a chi lo critica: “Ma non sono né primo, né l’ultimo che è stato preda del show business e del demonio. […] E per quanto vorreste vedermi morto o sotterrato non ci riuscirete mai perché ormai la mia corazza è diventata indistruttibile. Non mi piegherò a voi corrotti“.