Novità sulla salute di Vittorio Sgarbi: trasferito in un nuovo reparto al Gemelli: come sta e la nuova terapia.
Mentre fuori dall’ospedale la figlia Evelina continua a lanciare accuse, arrivano importanti aggiornamenti sulle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi. Il celebre critico d’arte, ricoverato da quasi un mese al Policlinico Gemelli di Roma, è stato trasferito in un nuovo reparto. Una notizia che lascia spazio a un cauto ottimismo, anche se il percorso di guarigione appare ancora lungo. Ma come sta oggi il 74enne e quali cure dovrà affrontare? Ecco cosa è emerso.

Vittorio Sgarbi trasferito in un nuovo reparto
Dopo settimane particolarmente delicate, per Vittorio Sgarbi arriva un primo cambiamento significativo. Il celebre critico d’arte ed ex sottosegretario alla Cultura non si trova più nel reparto di Terapia intensiva del Policlinico Gemelli, dove era stato ricoverato a causa di una grave crisi respiratoria.
A rivelare gli ultimi sviluppi è stata Adnkronos Salute, “è stato trasferito ieri nel reparto di Terapia sub-intensiva“. Una decisione che rappresenta un passo avanti rispetto alla situazione delle scorse settimane.
Il passaggio dalla Terapia intensiva alla sub-intensiva suggerisce infatti che le condizioni del paziente siano diventate sufficientemente stabili da consentire una diversa gestione dell’assistenza medica. Per il critico d’arte si tratta quindi di una fase intermedia, durante la quale sarà fondamentale valutare l’andamento delle condizioni respiratorie e la risposta ai trattamenti.
Le sue condizioni di salute e la terapia: gli aggiornamenti
Oltre al trasferimento, sono emersi nuovi dettagli sulle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi. Stando alle informazioni diffuse da Adnkronos Salute, i medici hanno riscontrato un “miglioramento della funzione respiratoria, anche se permane la tracheostomia“.
Nel frattempo, i sanitari hanno già individuato il prossimo passaggio del percorso di cura. Secondo quanto comunicato, infatti, il critico d’arte “inizierà la riabilitazione respiratoria“. La durata e le modalità del percorso dipenderanno dalla risposta clinica del 74enne.
Restano invece ancora diversi interrogativi sui tempi della guarigione. Non è stata indicata una data per le dimissioni, così come non sono state diffuse previsioni riguardo all’eventuale rimozione della tracheostomia.