Spunta una perizia su Alfonso Signorini nelle carte della maxi-causa contro Google dopo lo scandalo: ecco le sue condizioni.
Mentre una nuova edizione del Grande Fratello Vip è pronta a debuttare con Ilary Blasi al timone, tornano ad accendersi i riflettori su Alfonso Signorini. Dalle carte della maxi-causa contro Google, nata dopo lo scandalo che lo ha travolto, emergono dettagli preoccupanti sulle sue condizioni. Una perizia parla di un “quadro psicopatologico di particolare gravità“. Ecco cosa sta il conduttore e come procede la vicenda in Tribunale.

La causa con Google da 5 milioni: come procede in Tribunale
La battaglia di Alfonso Signorini si è spostata adesso sul terreno giudiziario. Il giornalista ha infatti promosso una causa civile da cinque milioni di euro contro Google davanti al Tribunale di Milano.
La vicenda nasce dai contenuti di Falsissimo, format web attraverso il quale l’ex re dei paparazzi, Fabrizio Corona, ha rivolto gravi accuse all’ex volto del Grande Fratello, attribuendogli presunti ricatti a sfondo sessuale nei confronti di aspiranti partecipanti al reality.
Nell’atto di citazione depositato a maggio, come riportato da FqMagazine, gli avvocati contestano al colosso di Mountain View la gestione dei contenuti finiti al centro della controversia. La richiesta economica avanzata è imponente: cinque milioni di euro.
“Quadro di particolare gravità”: cosa emerge dalla perizia su Alfonso Signorini
Sono soprattutto le conseguenze personali dello scandalo a emergere dai documenti presentati dai legali di Alfonso Signorini. Secondo quanto sostenuto nell’azione civile, la vicenda avrebbe avuto un impatto importante non solo sulla sua carriera e sulla sua immagine, ma anche sulla vita di tutti i giorni.
Gli avvocati parlano negli atti di “una sofferenza intensa, prolungata e concretamente incidente sulle abitudini di vita, sui rapporti sociali e sulla gestione della propria esposizione pubblica“. Una condizione alla quale vengono ricondotti anche il progressivo allontanamento dagli impegni pubblici, la chiusura dei profili social e il timore di ritrovarsi nuovamente al centro di attacchi.
A rendere ancora più delicato il quadro è la perizia medica specialistica allegata alla causa. Il documento, secondo quanto riportato negli atti, descrive infatti conseguenze di natura psichiatrica: “Dalla relazione emerge un quadro psicopatologico di particolare gravità, manifestantesi in una sindrome ansioso-depressiva con componenti fobico-sociali, episodi compatibili con attacchi di panico e sintomi riconducibili all’area post-traumatica“.