Dopo la morte di Franco Baresi, torna l’interesse sul suo patrimonio: dal crack bancario agli investimenti sbagliati e le vicende giudiziarie.
Dopo l’ultimo saluto a Franco Baresi, cresce la curiosità attorno al suo patrimonio. Nel corso della sua carriera l’ex capitano del Milan ha guadagnato cifre importanti grazie ai contratti da calciatore e alle sponsorizzazioni. Negli anni successivi al ritiro, però, una serie di investimenti poco fortunati e alcune vicende finite sotto i riflettori hanno inciso profondamente sulle sue disponibilità. Ecco cosa sappiamo.

Il patrimonio di Franco Baresi tra investimenti sbagliati e il crack bancaraio
Per oltre vent’anni Franco Baresi è stato uno dei volti simbolo del Milan. Gli stipendi percepiti durante la sua lunga carriera, uniti agli accordi commerciali, gli permisero di accumulare un patrimonio importante, destinato però a cambiare negli anni successivi al ritiro.
Come accaduto a molti ex sportivi, come riportato da Quotidiano.net, anche Baresi cercò di reinvestire parte dei propri guadagni in attività imprenditoriali. Alcuni progetti, tra il settore immobiliare e altre iniziative commerciali, non diedero però i risultati sperati e contribuirono a ridurre progressivamente il patrimonio costruito negli anni d’oro del calcio.
A pesare fu soprattutto il fallimento di Credieuronord. L’ex capitano rossonero era infatti tra i clienti dell’istituto di credito e il crack della banca provocò perdite economiche significative anche per lui. Quell’episodio rappresentò uno dei momenti più delicati dal punto di vista finanziario.
Le vicende giudiziarie e la ricostruzione prima dell’addio
Il 2005, aggiunge Libero Quotidiano, fu un anno particolarmente complicato. Prima il coinvolgimento della moglie Maura Lauri nell’inchiesta “Prestige Cars“, dalla quale uscì successivamente estranea ai fatti contestati, poi un’altra indagine che riguardò direttamente Franco Baresi.
L’ex difensore del Milan venne infatti coinvolto in un procedimento legato a un presunto traffico di opere d’arte. Secondo l’accusa, alcuni dipinti sarebbero transitati nella sua abitazione nell’ambito di operazioni commerciali. Per chiudere rapidamente la vicenda, Baresi scelse il patteggiamento, evitando così un lungo processo.
Nonostante tutto, l’ex calciatore non è mai rimasto lontano dal Milan. Il club rossonero ha continuato a puntare su una delle sue bandiere più amate, affidandogli prima incarichi nel settore giovanile e successivamente un ruolo dirigenziale. Una continuità che gli ha permesso di ritrovare equilibrio anche dal punto di vista economico prima della scomparsa.