Emma Bonino, chi era la storica leader radicale: la carriera, la vita privata, gli amori, le battaglie per i diritti e la malattia.
Se Newsweek aveva inserito Emma Bonino nella lista delle 150 donne che hanno cambiato il mondo, un motivo c’era. Scomparsa l’11 settembre 2026, è stata una delle figure simbolo della lotta per i diritti in Italia e ha portato avanti per decenni le proprie battaglie politiche e civili. Il suo impegno era iniziato quando non aveva ancora compiuto trent’anni e l’aveva accompagnata per tutta la sua lunga carriera. Una vita segnata anche da momenti particolarmente difficili, compresi quelli legati alla malattia. Scopriamo qualcosa in più sulla sua storia, dalla biografia alla vita privata.
Chi era Emma Bonino: biografia e carriera
Nata a Bra il 9 marzo del 1948 sotto il segno dei Pesci, Emma Bonino era figlia di Catterina Barge e di Filippo Bonino e aveva due fratelli, Domenica e Giovanni. Una famiglia contadina con un grande senso del dovere, come ha ricordato a Gente il fratello: “Ci hanno inculcato il senso del dovere e della responsabilità. Pochi diritti e molti doveri. Veniamo da una famiglia contadina, a papà se fosse vissuto più a lungo non sarebbe piaciuta l’idea di una figlia che manifesta incatenata davanti a qualche ministero”.
Emma Bonino si era laureata alla Bocconi nel 1972. Entra in politica poco dopo, nel 1975, presentandosi alle elezioni col Partito Radicale (un impegno costante, portato avanti negli anni) l’anno successivo, quando viene eletta. Bonino è stata prima deputata poi senatrice ed è stata anche commissaria europea nonché vicepresidente del Senato della Repubblica e Ministro degli affari esteri nel governo Letta. Emma è stata anche delegata per l’Italia all’ONU per la moratoria sulla pena di morte.
Emma Bonino: la vita privata
Tanto battagliera quanto riservata nel suo privato. Emma Bonino non si era mai sposata ma ha avuto due relazioni con altrettanti compagni di partito, militanti dei radicali, Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere.
Solo nel 2006 aveva svelato di aver avuto in affidamento due bambine negli anni ’70: Aurora e Rugiada. A proposito di bambini: Emma Bonino aveva dichiarato di essersi avvicinata al partito radicale, che poi è stato il suo habitat tutta una vita, per colpa di un ginecologo. Ebbene sì, a 27 anni rimase incinta e un ginecologo le chiese un milione di lire per abortire, lei lo fece altrove, a Firenze.
Dopo quella esperienza venne a conoscenza dell’esistenza di un centro per la sterilizzazione e l’aborto, presso il partito radicale. Il resto è storia: dall’incontro con Pannella all’impegno politico.
Emma Bonino: il tumore e la guarigione
Il 12 gennaio del 2015, direttamente da Radio Radicale, annunciava di avere un cancro al polmone. Pochi mesi dopo, sempre dallo stesso luogo, parlerà di esami che “evidenziano una disapparizione di ogni evidenza di cancro”, annunciando però altri cicli di chemioterapia.
Nell’ottobre del 2023, ospite a Belve, aveva dichiarato per la prima volta di essere guarita dal cancro: “Dopo otto anni questo ospite indesiderato se n’è andato”.
Dove viveva Emma Bonino
La casa di Emma Bonino si trova a Roma, in zona Campo de’ Fiori: dalla terrazza della mansarda è possibile avere una vista strabiliante sulla città, come riporta La Repubblica.
Emma Bonino: le curiosità
– Emma Bonino è stata arrestata quattro volte. Una in Italia, nell’epoca – erano gli anni ’70 – in cui si spendeva in prima persona per le donne e per il diritto all’aborto.
La seconda invece a Varsavia nel 1987, quando aveva protestato contro il regime di Jaruzelski. Pochi anni dopo altro arresto, stavolta a New York: in quel caso aveva protestato contro la legge americana che precede una prescrizione da parte del medico per la vendita di siringhe. Durante la contestazione aveva distribuito siringhe monouso.
Altro arresto in Kurdistan e Afghanistan, quando aveva denunciato il regime dei Talebani.
– Nel 2015 era stata nominata Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana. Non è l’unica onorificenza perché al di fuori dei confini italici è stata insignita col titolo di Dama di gran croce dell’Ordine di Maggio (in Argentina), Dama di gran croce dell’Ordine del duca Branimir (in Croazia), Commendatore della Legion d’Onore (in Francia) e Grande ufficiale dell’Ordine del Leone.