Yari Carrisi parla del suo nuovo amore a Storie Vere

A Storie Vere, Yari Carrisi ha raccontato a Eleonora Daniele del suo nuovo amore, un avvocato portoghese che lavora a Sanremo.

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Yari Carrisi, figlio di Al Bano e Romina Power, è stato ospite a Storie Vere. Alla conduttrice Eleonora Daniele ha parlato della donna che l’ha fatto ritornare ad amare, archiviata la storia con Naike Rivelli. Non solo, Yari ha anche parlato del fatto che gli piacerebbe molto poter andare a vivere in India, anche in virtù del suo forte rapporto con la spiritualità.

Yari Carrisi: “Amo una donna che fa l’avvocato…!”

Yari Carrisi
FONTE FOTO: FB_Yari_Carrisi

Yari, pur sottolineando il grande valore che ha per lui in primis l’amicizia, ha confermato l’amore per una nuova donna, dopo la fine della storia con Naike Rivelli: “Quest’amore nuovo? Per me la cosa principale è l’amicizia. Prima di tutto ci dev’essere l’amicizia: non ci devono essere segreti né barriere. Ed è nata quest’amicizia sull’Himalaya. Quest’estate mi sono ritrovato su un autobus in mezzo al niente, ho incontrato un gruppo di persone, che viaggiavano tutti in solitaria. Pian piano ognuno ha preso la sua strada e ci siamo ritrovati insieme. Lei è portoghese, è avvocato dei diritti umani, è ancora ai primi passi, parlava inglese. Mi ha colpito la sua intelligenza, la sua leggerezza, la sua onestà, la sua trasparenza e anche il suo sorriso. È una persona veramente leggera, però profonda. Si trovava lì perché lavorava presso uno studio di avvocati a Nuova Delhi. Aveva appena finito di lavorare ed era partita per l’Himalaya. Purtroppo l’ultimo giorno di viaggio, il telefono è andato a finire nell’acqua e ho perso tutte le fotografie e tutti i video che avevamo girato. Ora lei lavora presso uno studio di diritti umani a Sanremo. Spesso e volentieri andiamo in Portogallo”.

Yari però vorrebbe andare a vivere in India, sebbene la famiglia lo tenga legato qui: “Il mio sogno sarebbe andare a vivere in India per il resto della vita. Dal primo momento in cui mi sono ritrovato lì, mi è sembrato che ci fossi già stato in una vita precedente. Non ho bisogno di cose, l’importante è vivere in un punto in cui ti senti in armonia con l’ambiente. Finora mi ha trattenuto la famiglia. Lo fanno apposta. Ogni volta che tenti di uscire, mio padre va in ospedale. Ogni volta che tenti di scappare, ti richiamano. Non è un peso ma mi sento responsabile e c’è anche tanto affetto, quindi ogni volta che succede qualsiasi cosa devo essere presente”.

Il figlio di Al Bano ha anche parlato del suo approccio alla spiritualità: “Ero a New York alla fine degli anni ’90, ero l’unico vicino di casa di Allen Ginsberg. È iniziata un’amicizia fra noi ma poco dopo è morto tutto d’un tratto. Il giorno dopo la sua morte, sono entrato e attorno al suo letto c’erano i monaci tibetani che lo aiutavano a raggiungere la prossima vita. Lì ho sentito una sensazione fortissima che mi ha fatto trovare la via verso il Tibet e verso un villaggio che si chiama Yari. Da lì è iniziato tutto un percorso: ho lasciato l’Occidente e sono entrato in Oriente. Ma non sono diventato buddista, non ho ancora scelto, non ho ancora trovato una definizione”.