Yara Gambirasio: si avvicina il 3 luglio, giorno del processo contro Massimo Bossetti

Ci stiamo avvicinando all’inizio del processo a carico di Massimo Bossetti, previsto per il prossimo 3 luglio e si conoscerà il verdetto in merito alla sua vera o presunta colpevolezza per l’omicidio di Yara Gambirasio.

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Il 3 luglio sarà fatta giustizia nei confronti di Yara Gambirasio, la giovane ginnasta di Brembate di Sopra, il cui corpo senza vita venne ritrovato il 26 febbraio 2011, circa tre mesi dopo il suo assassinio.

Il 3 luglio infatti si svolgerà il processo nei confronti di Massimo Bossetti, ad oggi unico indagato dell’omicidio della giovane ginnasta.

Ed intanto emergono nuovi ed importanti dettagli in merito a questo caso. Pare infatti che alle 18, Ilario Scotti ritrovò in un campo di Chignolo d’Isola il cadavere della povera Yara.

La testimonianza di quest’uomo potrebbe risultare molto importante durante lo svolgimento del processo, perchè i particolari descritti potrebbero portare alla svolta che si attende da anni.

Scotti ha detto di aver scoperto il cadavere in maniera del tutto casuale, mentre si stava dedicando al suo hobby preferito, l’aeromodellismo: l’uomo all’inizio, scambiò il corpo della tredicenne per un manichino salvo poi rendersi conto che si trattava di una persona molto giovane. Il fatto più inquietante, accadde subito dopo che l’uomo ebbe avvisato la polizia.

Ilario Scotti, infatti, notò un’auto che continuava a passare lungo la strada che costeggia il campo.

Ciò che incuriosì particolarmente l’appassionato di aeromodellismo è che tutte le altre volte che si era recato in quel campo per far volare il proprio aeroplano, difficilmente aveva incontrato qualcuno: il posto era molto poco frequentato.

Eppure, quel giorno, chi fece, purtroppo, la macabra scoperta del corpo di Yara Gambirasio, fu attirato dalla persona a bordo di quell’autovettura che, per circa cinque minuti, continuava a guardare quel campo: Scotti ha parlato anche di una certa somiglianza di quell’uomo con Massimo Bossetti.

Resta da capire se si trattasse davvero del carpentiere accusato dell’omicidio della piccola Yara.