We consent: arriva l’app contro le false accuse di stupro

Prima di un rapporto si fa un video in cui si conferma di essere consenzienti: è ciò che permette di fare la nuova app WeConsent

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We Consent arriva dagli Stati Uniti ed è un’idea di Michael Lissack, che con tutte le buone intenzioni, ha l’obiettivo di combattere le false accuse di stupro, che in America dilagano e rovinano carriere e patrimoni.

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Il funzionamento di We Consent è semplice: bisogna aprire la app e mettersi con il viso di fronte alla fotocamera del cellulare, dichiarando il proprio consenso all’atto sessuale. Lo devono fare entrambi i partner anche se fosse solo per una volta.

L’applicazione riconoscerà i tratti del viso e la volontà o meno di compiere l’atto sessuale e salverà tutto in un database offline per 7 anni. I dati verranno riesumati solo in caso di contestazione o controversia giudiziaria.

Le intenzioni alla creazione di questa app sono buone ma ci sono discussioni e dibattiti in merito: c’è chi la trova utile a dare più sicurezza a entrambe le parti e chi invece, come  l’organizzazione Rape Crisis, che ritiene che l’app non potrà essere una prova sicura, perchè non si è in grado di saper se la vittima dello stupro è stata costretta a dire sì  meno.