W le donne vere sulle passerelle!

Anche quest’anno diversi stilisti hanno sfruttato la visibilità delle Fashion Week per far passare l’idea che a sfilare devono esserci donne vere

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Negli ultimi anni le Fashion Week sono sempre più aperte all’idea che a sfilare ci debbano essere donne vere, donne diverse tra loro, e non solo modelle tutte uguali. Se si fa caso, infatti, le modelle si assomigliano tutte. Magre pallide, alte e bionde.

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Qualche stilista invece ha rotto gli schemi e ha proposto donne vere, diverse l’una dall’altra per età, colore della pelle, statura e mille altre varianti che si trovano in tutte le donne del mondo. Un grande passo lo ha già fatto Dolce&Gabbana che ha fatto sfilare la sua testimonial per eccellenza, Bianca Balti, in dolce attesa. Il suo pancione ha commosso il pubblico e ha degnamente rappresentato nel mondo della moda uno dei momenti più importanti nella vita di una donna. Ad accompagnarla, inoltre, anche dei piccoli modelli bambini, un elogio alla maternità da parte degli stilisti italiani.

Philipp Plein qualche anno fa ha scelto per la sua sfilata solo modelle nere e ha scelto per la decorare la location dei maxi schermi con la scritta “She’s Black” per combattere l’idea che le modelle debbano essere tutte,o per lo meno, in maggior parte, di carnagione bianca. Infatti dopo Naomi Campbell, ben poche sono state le modelle di colore, e questa pare una discriminazione bella e buona.

Parlando di colore della pelle, ultimamente si parla molto di Chantelle, la testimonial di Desigual nera con la vitiligine. Fisico mozzafiato e lineamenti elegantissimi, ha fatto della sua malattia, la vitiligine, appunto, la sua fortuna.

Lei stessa è attiva nel combattere i pregiudizi e le discriminazioni:

“chi vuole vedere sempre lo stesso tipo di persone viene accontentato dall’industria della moda”: siamo le prime noi a notare che le modelle spesso si assomigliano tutte e che non sono certo rappresentative della varietà di tipologie di donne che ci sono sul pianeta! E ha aggiunto: “molti hanno provato a inserirmi nella categoria delle modelle ‘albine’. Ma si tratta di ‘segregazione’. Non voglio essere messa in una categoria”.

Infine, sulle passerelle della Fashion Week ha sfilato l’inarrestabile Jamie Brewer, avvocato, attrice in American Horror Story, e ora anche modella, con la sindrome di down. Ha sfilato con un elegante abito nero senza tempo in stile anni ’60 per la stilista Carrie Hammer, che ha pensato la sua sfilata in onore dei “modelli di vita”. Jamie ha voluto essere un esempio per tutte le donne, ha detto lei stessa che spera che tutte le donne vere, vedendola sfilare prendano coraggio per fare tutto ciò che vogliono.

Role Models Not Runway Models February 2015 Runway Show!

Pubblicato da Carrie Hammer su Venerdì 20 febbraio 2015

Le sfilate, quindi, non sono tutte uguali, i cambiamenti si vedono, e spesso partono dagli stilisti stessi, vero è che l’integrazione totale delle donne vere nel mondo della moda è ancora lontano. Ma un primo grande passo è stato compiuto.