Vite e amori spezzati tra le vittime della strage di Parigi

Filippo non sposerà più Michelli. Un bimbo di 17  mesi ha perso la mamma. Le vittime della strage di Parigi sono anche loro.

Centoventinove morti, 300 feriti, di cui 99 molto gravi. E’ questo il noto bilancio dell’ attacco terroristico avvenuto a Parigi per mano della Jihad.

Le vittime della strage di Parigi lasciano intorno molte vite spezzate. Ognuno di loro era il figlio o il genitore di qualcuno. Ognuno di loro era amato da qualcuno.

Tra le vittime c’è la messicana Michelli Jaimez Gil. Michele viveva a Parigi, lavorava al La Belle Equipe, a Rue de Charonne ed era fidanzata con Filippo Salvioni, italiano, anche lui residente a Parigi.

Ha detto di sì”, aveva scritto Filippo su Facebook, dopo che la sua Michelli aveva accettato di sposarlo.

Due anni di fidanzamento e tanta voglia di famiglia: il tutto spezzato da quel maledetto 13 novembre.

Filippo viene raggiunto sul social network da infiniti appelli di amici, preoccupati che lui fosse tra le vittime della strage di Parigi. Filo risponde “Sto bene, grazie a Dio”.

Nel frattempo, la sua fidanzata, raggiunta dai colpi di Kalashnikov, quando i terroristi hanno cominciato a sparare sulla terrazza in cui si trova il bar.

E Michelli? Come sta Michelli?”, incalzano tutti su Facebook. Nessuna risposta, finché appare un suo stato: “Ti amo amore mio, riposa in pace”.

Dopo la notizia dell’attacco terroristico, parenti e amici di Michelli, sapendo che la zona della sparatoria era la stessa in cui la donna lavorava, hanno diffuso un appello in francese su Twitter con l’hashtag #rechercheParis per ottenere notizie, confidando di ricevere rassicurazioni.

Amici francesi hanno confermato che Michelli era tra le vittime della strage di Parigi, che era ferita e ricoverata in ospedale. Poi la più tragica delle notizie. Non ce l’ha fatta.

Una vita spezzata dal terrorismo, un sogno d’amore infranto, un dolore che continuerà a vivere nel cuore di chi resta. Questo trascina dietro l’attentato nella capitale francese.

Odio? C’è chi non da questa soddisfazione. E’ il caso della lettera di Antoine Leiris ai terroristi dell’Isis e pubblicata su Facebook, dopo aver perso la moglie tra bombe e spari. L’uomo si ritrova solo con un figlio di 17 mesi.

Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio. Eppure non avrete il mio odio”.

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ultimo aggiornamento: 20-11-2015

Daniela Cursi Masella

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