Virginia Raffaele si racconta e parla delle porte in faccia ricevute in passato…

Intervistata da Il Messaggero all’alba del suo nuovo show ‘Facciamo che io ero’, Virginia Raffaele ha raccontato i suoi esordi nello spettacolo.

Virginia Raffaele si è raccontata in una lunga intervista concessa a Il Messaggero, a cui ha svelato quelli che sono stati i suoi primissimi passi nel mondo dello spettacolo e quando, dopo aver ricevuto tanti no e porte in faccia, ha anche pensato di non poter più entrare a far parte di questo mondo, nonostante talento e caparbietà.

Virginia Raffaele ripercorre il passato: “Se penso all’adolescenza, quando…”

Virginia Raffaele
FONTE FOTO: FB_Virginia_Raffaele

Queste le parole di Virginia, che dal 18 maggio tornerà su Rai 2 per quattro prime serate con ‘Facciamo che io ero‘: “Se torno a ieri e all’adolescenza in cui facevo di tutto per schermirmi e mettermi da parte e poi penso a oggi, mi sembra quasi impossibile che sia accaduto e mi dico: E adesso dove mi nascondo”.

La trasmissione della simpatica comica si chiama così per un motivo preciso: “Ho deciso che si sarebbe chiamato Facciamo che io ero…. Un po’ perché era un gioco di mìmesi che facevamo da piccoli tra ragazzini e che può accendere la fantasia, un po’ perché ogni volta che interpreto qualcuno sto chiedendo al pubblico di accompagnarmi e crederci con me”.

Ha poi raccontato di quando ha pensato, solo per un attimo, di non farcela: “Ho ricevuto tanti no. Alcuni mi hanno ferita, altri mi hanno reso più forte e quasi fatalista. Se non c’ è questo ruolo per me- mi dicevo- significa che non è ancora il ruolo giusto….Forse a 15 anni, quando una porta in faccia mi fece più male di altre e per un attimo pensai: È finita… Un attimo e niente più. Non posso non farcela- mi motivavo- ve state a sbajà. Certo, bella non ero. Avevo più di un difetto fisico e tanti anni di danza non avevano prodotto il miracolo di rendermi più aggraziata. Che vorresti fà, tu? L’ attrice? Non hai la faccia giusta mi dicevano ai provini e infatti tra una protesi, una passata di cerone e uno sbaffo di colla, la faccia per poter stare in scena poi me la sono coperta”.