Via il pannolino senza stress e traumi

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La liberazione dal pannolino è un passaggio epocale per il bambino ed anche per la mamma:  tutti i segreti per fare abituare i piccoli senza traumi e stress

Per ogni mamma, il pannolino rappresenta un piccolo spartiacque verso la serenità. Quando il piccolo smette di usarlo, è come se un vero e proprio angolo di Paradiso si sia dischiuso davanti agli occhi. Non occorre più cambiare il cucciolo quattro o cinque volte al giorno, facendo una fatica sempre più considerevole ogni giorno che passa. Non  occorre più riempire la borsa ogni volta che si esce di casa, terrorizzate al solo pensiero di: “E se gli scappa?”. Inoltre, dettaglio non trascurabile, si elimina una spesa non da poco,  visto che un pacco di pannolini da 15 o da 16 può arrivare a costare oltre 5 euro e dura in genere tre giorni, non di più.

La strada verso la liberazione dal pannolino, però, è lunga e tortuosa. In primo luogo, non bisogna assolutamente affrettare i tempi. Per evitare traumi, l’operazione – che non è affatto semplice – va messa in pratica solo dopo che il bambino ha raggiunto il controllo della vescica e dello sfintere. In genere ciò accade dopo i 18 mesi, ma ci sono dei piccoli che arrivano a 3 anni e più e sembrano morbosamente attaccati al loro “amico”. Solo quando ci si accorge  che il bimbo è diventato consapevole degli stimoli ad urinare e a defecare,  è il caso di cimentarsi nella difficile missione per la liberazione dal pannolino.

Una operazione che va fatta con la dovuta cautela, per evitare traumi e per fare in modo che il passaggio avvenga nel modo più naturale possibile. Certo, per qualche tempo potrebbe capitare che il luogo deputato per la pipì diventi il…salotto di casa,  ma al di là di qualche inevitabile incidente di percorso, nel giro di qualche settimana il successo dovrebbe essere assicurato. Importante è che sia il bambino stesso a scegliere il vasino. Alcune settimane prima di togliergli il pannolino, il piccolo deve entrare in familiarità con l’oggetto collocandoglielo vicino durante il cambio, ad esempio.

Per i  primi tempi il pannolino va tolto solo di giorno, meglio evitare stress durante la notte. Quando le giornate passeranno senza incidenti, allora sarà il caso di provare a toglierlo anche nelle ore notturne. Ma che succede se il bimbo non vuol proprio saperne? Senza sgridarlo, con la comprensione e l’amore che solo una mamma sa donare, occorre aver pazienza e riprovarci. Un riduttore potrebbe essere d’aiuto, così come l’esempio – quando ci sono – di fratelli, sorelle o magari cuginetti più grandi.

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ultimo aggiornamento: 16-10-2014

Donna Glamour

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