Ventidue bimbi adottati dall’Italia rapiti a Kinshasa: “Li hanno portati via in pigiama”

A raccontarlo è il quotidiano congolese “Le Potentiel”: ventidue bambini già “abbinati” a coppie italiane sono state rapiti dall’orfanotrofio di Kinshasa.

Dopo l’incubo vissuto lo scorso anno dalle famiglie che, per quasi un anno, hanno atteso che i loro bimbi appena adottati potessero da Kinshasa fare rientro in Italia, ecco che un altro caso di adozioni internazionali si tinge di giallo.

Protagonisti sempre Congo ed Italia. A raccontare la nuova tragedia che stanno vivendo una ventina di coppie italiane è “Il Fatto quotidiano” che cita il giornale congolese “Le Potentiel” di Kinshasa.
Pare che la sera dello scorso 29 dicembre ,ventidue bimbi già “abbinati” ad altrettante coppie italiane, siano stati rapiti all’orfanotrofio di Kinshasa, Maison Familiare Ange Gabrielle.

Pare che a prelevarli con la forza siano stati degli uomini con accento francese che li avrebbero prelevati in fretta e furia e qualificandosi come inviati della Cai, la Commissione adozioni internazionali collegati con la Farnesina.

Quello che ha tutta l’aria di essere un rapimento, sarebbe stato scoperto solo alla mattina: gli stessi dirigenti della struttura di Kinshasa, secondo quanto ricostruisce il giornale congolese, sarebbero rimasti all’oscuro di tutto.

Chi ha assistito alla scena ha raccontato:

“Con indosso un pigiama, i bimbi avrebbero opposto resistenza ai loro accompagnatori, avrebbero lanciato urla per opporsi al trasferimento e sono stati caricati su un veicolo dagli intermediari dei loro genitori adottivi”.

Nessuno però si è azzardato a bloccare gli uomini.

Un vero e proprio giallo: gli uomini che hanno prelevato i bimbi avrebbero giustificato il blitz a Kinshasa con lo spostamento in un’altra struttura ma, secondo quanto scritto dal quotidiano congolese, si tratterebbe di tre collaboratori della fondazione italiana Raphael con sede a Kinshasa che avrebbero agito violando la procedura.

Dove siano ora i bambini è un mistero e, a questo proposito, il ministero degli Esteri tace.

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ultimo aggiornamento: 21-01-2015

Emanuela Bertolone

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