Vanessa e Greta: «Non era il primo viaggio in Siria e non sarà l’ultimo»

Ondata di polemiche contro la dichiarazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo che, per la prima volta dopo il rapimento e la liberazione parlano: “Giusto essere state in silenzio per un po’. Le accuse scivolano via, sono solo beghe politiche”

“Non era il primo viaggio in Siria e non sarà l’ultimo”.

Così Vanessa Marzullo, una delle due volontarie italiane rapite in Siria lo scorso anno, ha commentato, a distanza di due mesi dalla sua liberazione, in un articolo su la Repubblica. E questa frase in particolare, in cui non si esclude un eventuale ritorno in Siria, scatena la polemica.

Vero è che la vita delle due ragazze non è certo stata semplice dopo il loro ritorno in Italia.

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Sono passati oltre due mesi dalla liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo. Era il 15 gennaio. Da allora le due volontarie rapite il 31 luglio 2014 ad Aleppo dagli jihadisti del Fronte al Nusra non hanno mai parlato. Protette dalle famiglie dopo tutte le polemiche, le critiche, i veleni, le ricostruzioni vere, verosimili o presunte.

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Adesso Vanessa rompe il silenzio ma le sue parole scatenano subito le polemiche:

“Ci hanno buttato addosso palate di fango, gratuito e stupido. L’effetto di quel fango sta passando. Te lo togli via perché sai che è fango strumentale, nato più che altro da beghe politiche. La vergogna che intendo è un’altra. È andare in giro e vedere che uno ti guarda in faccia con l’aria di chi pensa: “Eccola, adesso è qua. Beata e tranquilla. Ma se non c’era lo Stato che pagava… Se non c’eravamo noi cittadini che pagavamo…”. È una sensazione difficile da spiegare”.

Vanessa aggiunge:

“Siamo andate in Siria da volontarie con il progetto per il quale abbiamo lavorato per quasi tre anni: “Assistenza sanitaria in Siria”. È dal 2012 che aiutiamo il popolo siriano massacrato da una dittatura tremenda di fronte alla quale il mondo ha fatto e fa ancora finta di niente. A chi ci ha detto che dovevamo andare in Siria con l’Onu dico: ma di cosa stiamo parlando? Sono giovane, non ho niente da insegnare a nessuno. Ma mica vai con l’Onu a portare aiuti. Non funziona così”.

Vanessa evidenzia come sia lei che Greta siano iscritte alla Croce Rossa. Tutte e due volontarie dell’Organizzazione Internazionale di Soccorso intente ad aiutare il popolo siriano portando cibi, vestiti e medicine:

“Tutto quello che può servire a un popolo oppresso, sottoposto a massacri atroci che coinvolgono anche bambini. Abbiamo portato centinaia di chili di latte in polvere. L’esperienza in Croce Rossa e in Sos Siria ci ha portate a offrire assistenza umanitaria. Non era il primo viaggio in Siria e non sarà l’ultimo. Continuiamo a spenderci in questa causa nobile. Appena potremo, non so ancora quando, se ci sarà ancora bisogno, e purtroppo è così, in Siria potremmo anche tornarci”.

ultimo aggiornamento: 24-03-2015

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